Comune Vibo, scontro all’arma bianca nelle opposizioni. Lo Bianco all’attacco di Pilegi e Lo Schiavo

Tirato in ballo dal consigliere del Partito democratico l’ex candidato a sindaco che non si è ripresentato alle ultime elezioni amministrative

Si accende lo scontro all’interno delle opposizioni in Consiglio comunale a Vibo Valentia. a prendere posizione è adesso il consigliere comunale del Pd Alfredo Lo Bianco. “La recente elezione di Presidente e Vice Presidente della Commissione controllo e garanzia – spiega – rende evidenti le debolezze di alcune posizioni politiche e le contraddizioni di alcuni personaggi che nei mesi passati hanno anche avuto la sfrontatezza di salire in cattedra per offrire lezioni di coerenza politica, predicata, ovviamente per gli altri, e disattesa, puntualmente per se stessi. E’ il caso, appunto, di Loredana Pilegi, eletta con il voto dei consiglieri della maggioranza, dichiaratasi più volte vicino ad Antonio Lo Schiavo, propugnatore, quest’ultimo dell’idea di un centrosinistra “puro”, che non accetta compromessi e che preferisce testimoniare la coerenza delle posizioni piuttosto che allargare le coalizioni. E però, questo senso della coerenza, viene dimenticato, quando si tratta di arrivare ad obiettivi individuali, quali la vicepresidenza di una commissione, frutto di un accordo politico trasversale che rende oramai poco credibile Lo Schiavo e offre una chiave di lettura diversa anche rispetto alle posizioni dallo stesso espresse in passato”.

“La chiave di lettura è l’individualismo, inteso come politica diretta a ricavare a tutti i costi un ruolo per se stessi, che ha portato negli anni Lo Schiavo a chiudersi di fatto in un “isolazionismo”, limitato a qualche post su facebook, che non gli ha permesso di sviluppare una solida politica di alleanze e di aggregazione e di praticare percorsi virtuosi che gli avrebbero consentito ciò che non è riuscito ad ottenere e cioè diventare il riferimento del centrosinistra a Vibo ed acquisire una posizione di dirigenza nell’abito del Pd”.

“L’errore è stato quello di pensare che in politica sia sufficiente criticare gli altri, puntare il dito, senza lavorare sodo per mettere in atto battaglie significative a tutela del territorio e politiche di aggregazione che consentono di mettere in campo liste competitive in occasione delle elezioni.
La conseguenza è stata che, alla prima occasione utile, si cede alla tentazione della piccola operazione da bottega con la maggioranza targata Limardo, pur di ricavare una postazione che, in un’ottica sbagliata, dovrebbe trasmettere, secondo loro, segnali di vitalità politica”.

“Ed invece, questa continua avversione nei riguardi del PD a cui sempre si guarda di fatto, pur dichiarando di non volersene interessare, è sintomatica di una volontà distruttiva che nasconde la speranza di potere ripartire dai cocci. Non si comprende, invece, che la ripartenza è già stata avviata in grande stile e che oggi il PD ha un gruppo consiliare solido, numeroso e capace e che si è già avviata la fase di ricostruzione di un’area alternativa all’attuale governo cittadino aprendo a tutti quei pezzi di società civile che non sono portatori di quell’individualismo distruttivo che non ha permesso successi a chi oggi così tanto si agita.
Lo Schiavo, pertanto, unitamente ai suoi due amici che compongono il movimento progressista di occhettiana memoria, si agitino poco, anzi si rassegnino al fatto che uno spazio è stato già occupato e si diano da fare realmente e con umiltà per risollevare le sorti del territorio. A tal fine, si ritengano invitati, se davvero tengono al centrosinistra, alla grande iniziativa che stiamo organizzando con la segreteria nazionale del PD a settembre”.