Uccisi a colpi d’arma da fuoco e bruciati in campagna, arrestati i killer di un duplice omicidio del 2006

I Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione oggi ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di Salvatore Abbruzzo, 42 anni, e Francesco Gualtieri, 39 anni, nell’ambito di un procedimento penale le cui indagini sono state coordinate dal procuratore della Repubblica,Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto procuratoreDebora Rizza.

“Cold case”. Il provvedimento ha consentito di individuare i due indagati quali presunti autori del duplice efferato omicidio di Massimiliano Falcone, 45 anni, e Iannoccari Davide Iannoccari, 37 anni all’epoca dei fatti, avvenuto il 20 novembre 2006, nel Catanzarese. Nella circostanza, dopo l’uccisione avvenuta nel territorio del comune di Taverna (CZ) con l’esplosione di numerosi colpi di arma da fuoco nei confronti delle due vittime, gli autori del duplice omicidio spostarono successivamente i cadaveri nelle campagne di Sorbo San Basile (CZ) con l’intento di distruggerli dandoli alle fiamme.

Il movente. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, il movente del grave fatto di sangue sarebbe da ricondurre alla faida tra esponenti di gruppi criminali ‘ndranghetisti attivi nel comune di Roccelletta di Borgia (CZ) e aree vicine, facenti capo al gruppo Catarisano e a quello dei Cossari-Falcone, allora in contrapposizione per l’esclusiva affermazione sul territorio di riferimento. L’attività investigativa svolta dal Comando Provinciale di Catanzaro ha permesso di riscontrare con numerosi elementi le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. I soggetti raggiunti dal provvedimento restrittivo si trovavano già in carcere poiché coinvolti nell’ambito dell’operazione denominata “Jonny”, in relazione alla quale, lo scorso 18 giugno, hanno riportato entrambi la condanna, emessa dal Tribunale di Catanzaro, alla pena di 12 anni di reclusione per il reato di associazione di tipo mafioso.