Vibo ricorda il sacrificio del carabiniere-eroe ucciso da un ubriaco (VIDEO)

Gli studenti del liceo artistico D. Colao hanno realizzato un’opera in ricordo del valoroso militare caduto

Un carabiniere-eroe che ha sacrificato la sua vita nel tentativo di fermare un ubriaco. Ricordato, nel 32esimo anniversario della morte, ieri mattina a Vibo Valentia, Antonino Civinini, medaglia d’argento al valor militare. la cerimonia ha avuto luogo al cospetto del sindaco della città Maria Limardo, delle autorità istituzionali e del dirigente del liceo artistico D. Colao Raffaele Suppa, i cui studenti hanno realizzato un’opera che hanno chiamato la “Virtù di ferro” ad interpretare il suo sacrificio”.

“Antonino – ha ricordato durante la cerimonia il comandante provinciale dei carabinieri Gianfilippo Magro – è un figlio adottivo di Vibo che ha speso tanti anni al servizio dell’Arma e di questa terra. Ha perso la vita nell’attimo di un gesto di altruismo, generosità e coraggio. Lo stesso coraggio che accompagna i Carabinieri ogni giorno in situazioni di rischio e pericolo. Ci piace ricordare Antonino Civinini sul luogo dove ha perso la vita 32 anni fa ma che anche nel piazzale di una scuola importante di Vibo, il liceo Artistico, i cui studenti hanno realizzato un’opera che hanno chiamato la “Virtù di ferro” ad interpretare il suo sacrificio”. Un tributo di riconoscenza al Carabiniere-eroe ricordato annualmente da chi lo aveva personalmente conosciuto. “Un sacrificio – ha sottolineato uno dei reduci della Compagnia Speciale Mariano Pinizzotto ringraziando il Colonnello Magro durante la messa celebrata nella Chiesa di Gesù Salvatore in Ionadi (VV) – che non bisogna dimenticare e deve restare sempre vivo nei nostri cuori perché quando uno è vivo nei nostri cuori è vivo anche nel presente”.




La vicenda.  Era un lunedì ed era anche una piacevole serata che precedeva l’arrivo dell’estate a Vibo. Il centro cittadino era particolarmente affollato quel giorno anche perché si votava per le elezioni politiche ed erano in corso le operazioni di spoglio. Tra le tante persone presenti c’erano anche due Carabinieri. Uno aveva 21 anni, si chiamava Vincenzo Cataldo; l’altro era Antonio Civinini, aveva 28 anni, arrivava da una missione in Libano ed era figlio adottivo di un’anziana coppia siciliana. Entrambi lavoravano alla Compagnia Speciale di Vibo Valentia. Il loro destino incrociava quello di un folle ubriaco a bordo di una moto-ape impazzita alle 21.30. Lui era armato, loro no perché erano in libera uscita, fuori dal servizio ed in abiti borghesi. Non esitavano un attimo però ad intervenire. Lo fermavano all’incrocio tra via Dante Alighieri e via Argentaria, di fronte all’American Bar, si qualificavano e gli chiedevano i documenti per identificarlo. Era un attimo, l’uomo estraeva la pistola e sparava un intero caricatore da distanza ravvicinata e a bruciapelo. Civinini cadeva a terra, colpito mortalmente al cuore. L’assassino scappava e si consegnava dopo una settimana di latitanza. Processato, veniva condannato a 24 anni di carcere.