‘Ndrangheta e massoneria deviata, processo Gotha: Alberto Sarra torna in libertà

Il Tribunale di Reggio Calabria ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’ex sottosegretario regionale che già da due anni era agli arresti domiciliari per motivi di salute

Cessate le esigenze cautelari, sia in relazione ad un possibile pericolo di fuga che di inquinamento probatorio, anche in considerazione dell’avanzato stato dell’istruzione dibattimentale. Con questa motivazione il Tribunale di Reggio Calabria ha revocato i domiciliari ad Alberto Sarra, ex sottosegretario ed ex consigliere regionale finito in arresto nell’ambito del cosiddetto processo “Gotha”.

Sarra è stato coinvolto, nel 2016, nell’ambito di un’operazione della Dda che avrebbe fatto luce su una presunta struttura segreta di vertice della ‘ndrangheta calabrese, e capace di dettare le linee strategiche dell’intera organizzazione oltre che interagire “sistematicamente e riservatamente” con gli ambienti politici, istituzionali ed imprenditoriali per “infiltrarli ed asservirli ai propri interessi criminali”.
Secondo gli inquirenti l’ex sottosegretario sarebbe il volto politico di questa “cupola” massonico-mafiosa, al cui vertice figurerebbero gli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano, quest’ultimo condannato a 20 anni nel troncone abbreviato dello stesso procedimento Gotha.

Il collegio difensivo – composto dagli avvocati Giuseppe Nardo e Danilo Sarra – ha dimostrato ai giudici del tribunale del capoluogo (Silvia Capone presidente), che hanno accolto la loro istanza, come Sarra non dovesse permanere ai domiciliari per le sue condizioni di salute. Alla luce delle risultanze sanitarie, il pubblico ministero ha richiesto un approfondimento medico incaricando un perito che dovesse stabilire se vi fosse una qualche incidenza sulle esigenze cautelari.