Arrivano i rinforzi di qualità al Tribunale di Vibo, Gratteri: “E’ una giornata importante” (VIDEO)

Si è insediata il nuovo presidente di Sezione Tiziana Macrì mentre il Plenum del Csm sta per dare il via libera alla nomina del nuovo presidente del Tribunale di Vibo. Ecco chi sarà

Il 15 maggio del 2016 era nel collegio di giudici davanti ai quali Nicola Gratteri si insediò ufficialmente nel suo attuale ruolo di procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia. Tre anni e un mese dopo le parti si sono invertite. Da Catanzaro a Vibo per quello che lo stesso Gratteri ha definito un “giorno importante”. Il Tribunale ha finalmente un nuovo presidente di sezione (settore promiscuo). Si tratta proprio di Tiziana Macrì, 53 anni, di Chiaravalle Centrale. Si è insediata nell’aula Sacerdote al primo piano del vecchio palazzo di giustizia davanti al gotha della magistratura distrettuale di Catanzaro: da Nicola Gratteri al procuratore generale Otello Lupacchini passando per il procuratore di Castrovillari Facciolla e il presidente della Corte d’appello di Catanzaro Domenico Introcaso.




L’insediamento. Tutti a Vibo per applaudire e sostenere Tiziana Macrì in quello che sarà il suo nuovo e delicato ruolo. Si è insediata al termine di una breve ma intensa cerimonia che si svolta davanti al collegio composto dal presidente facente funzioni del Tribunale di Vibo Giovanni Garofalo e dai giudici Gabriella Lupoli e Marco Miele. “Un grandissimo acquisto” ha definito l’arrivo della dottoressa Macrì, donna-magistrato dotata di grandi qualità umane e professionali, capace di lavorare “a ritmi infernali” e a reggere la forza d’urto di un tribunale piccolo ma problematico quale quello di Vibo. Non a caso a chi chiede la ricetta per superare le varie criticità che da anni affliggono il giustizia vibonese, Tiziana Macrì risponde con tre parole: “Lavoro, lavoro, lavoro”. Il Csm l’ha inviata a Vibo deliberando il trasferimento all’unanimità. Piena fiducia dunque in un magistrato che dal 2004 ha ininterrottamente ricoperto l’incarico di gip e di gup del Tribunale di Catanzaro dando il via libera ad alcune delle più importanti inchieste antimafia. Felice, onorata e anche commossa per essere stata nominata presidente di sezione del Tribunale di Vibo. “Penso di avere tante responsabilità e tra le altre quella – ha rimarcato – di custodire un tesoro preziosissimo che è l’entusiasmo che ho visto negli occhi di tanti giovani colleghi e anche quello di non deludere le aspettative di chi già da tempo crede in me”. E sono in tanti. Non solo i suoi amici ai quali si è rivolta nella speranza che “possano continuare ad illuminare il suo pensiero” ma anche i vertici delle forze dell’ordine che non hanno voluto mancare a questo importante appuntamento.

In arrivo il presidente del Tribunale. Il primo di una serie perché nei prossimi mesi ve ne saranno altri due altrettanti importanti. “Quello di oggi – ha detto Nicola Gratteri – è un giorno importante ma adesso dobbiamo aspettarne altri due: per l’insediamento del presidente del Tribunale e poi per la nomina del procuratore di Vibo”. Il presidente Fabrizio Garofalo anticipa qualcosa nel suo breve discorso. Manca infatti solo il via libera del Plenum del Csm (poco più di una formalità) per la nomina del nuovo presidente del Tribunale di Vibo che sarà Antonio Erminio Di Matteo, 60 anni, originario di Cittanova, in forza alla Corte d’appello di Napoli.

Falvo in pole per la Procura. Tempi più lunghi per il procuratore capo di Vibo, ruolo che attualmente è ricoperto dalla facente funzioni Filomena Aliberti. “La nomina del procuratore di Vibo – ha sottolineato Gratteri – è importate per la collettività ma anche per noi della Procura distrettuale. Sicuramente verrà un magistrato di grande esperienza come merita la magistratura di Vibo”. I rumors parlano di un possibile arrivo del sostituto procuratore antimafia Camillo Falvo, profondo conoscitore della realtà vibonese per aver scritto e firmato le principali le inchieste più scottanti contro la ‘ndrangheta vibonese negli ultimi anni. Sono in molti a fare il tifo per lui a Vibo e nel distretto di Catanzaro, ma l’ultima parola spetterà al Csm che, a quanto pare, in queste settimane ha ben altri problemi a cui pensare. Vibo, insomma, sembra destinata ad attendere ancora un po’ prima di avere il suo procuratore.