“Va’ pensiero sull’ali dorate”, da Vibo a Busseto nei luoghi del grande Maestro Giuseppe Verdi

Il due vibonese formato dal soprano Caterina Francese e dall’organista Salvatore Pronestì tra i protagonisti della campagna di salvaguardia dei Luoghi Verdiani

W Verdi…! Questa l’esclamazione di molti italiani qualche tempo fa, questa la convinzione di molti melomani, appassionati di opera lirica e critici del melodramma. Il grande Maestro Giuseppe Verdi, padre di Aida, Rigoletto, Traviata,Trovatore e di Nabucco, con il suo celebre ” Va’ pensiero ” il coro che ci riporta all’ ..”aure dolci del suolo natal”. Ed è proprio al “suolo natal” del grande Compositore che Vibo Valentia rende omaggio esportando i suoi artisti per un importante evento.  Nella Chiesa di S. Michele, alle Roncole di Busseto, esiste ancora …”l’organo ch’io suonai fanciullo” come scriveva Verdi e dove il “Cigno di Busseto”  apprese la prima musica e, successivamente, fu egli stesso organista. Ebbene, sulla tribuna di questo prezioso strumento che da oltre due secoli guarda l’attigua Casa Natale di Verdi, un duo d’eccezione tutto vibonese darà nuovamente voce all ‘”arpa d’or” che ancor oggi “ci favella del tempo che fu”.!

La scelta è quindi caduta su due ormai affermati nostri musicisti: il soprano Caterina Francese e l’organista Salvatore Pronestì.  Un duo affiatato e musicale che già a fine maggio ha incantato il pubblico di Reggio Calabria nel Concerto di chiusura alla Chiesa degli Artisti. Giorno 2 luglio, invece, saranno protagonisti a Busseto, per l’importante campagna di sensibilizzazione alla Salvaguardia dei Luoghi Verdiani, per la sapiente organizzazione del Maestro Dino Rizzo esimio musicista bussetano. L’ Ave Maria (da “Otello”) e la “Vergine degli Angeli ” (” La forza del Destino “) alcune delle arie affidate alla purissima ed espressiva voce di Caterina Francese mentre l’organista Salvatore Pronestì è chiamato a costruire di getto, su temi verdiani, le sue improvvisazioni all’organo, specialistica ormai largamente riconosciuta. Ed al pubblico presente nonché a tutti gli appassionati, giustamente sofferenti per le sorti di questi Luoghi “simbolo” e della Cultura Musicale in genere,  l’augurio finale degli schiavi ebrei…”…o t’ispiri il Signore un concento che ne infonda al patire virtù!…”