Sopralluogo del tecnici dell’Arpacal a Pizzo, ecco gli esiti degli esami effettuati lungo la costa napitina

Il Servizio Acque del Dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell’Arpacal, diretto da Clemente Migliorino, ha inviato questa mattina alla Guardia Costiera di Vibo Valentia ed a quella di Pizzo Calabro gli esiti analitici di un sopralluogo supplementare alle acque di balneazione del tratto di costa tirrenico in comune di Pizzo, richiesto a seguito di alcune segnalazioni giunte nei giorni scorsi alla stessa Capitaneria porto vibonese.

I tecnici del Servizio Acque, Maria Antonella Daniele e Gerardo Giannini, sono intervenuti nel tratto indicato e prelevato dei campioni, oltreché aver effettuato una ispezione visiva e fotografica. “Per le acque di balneazione non vi è nulla da segnalare” dicono i tecnici. I risultati dei prelievi in quel punto danno, infatti, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli vicini allo zero. Altro discorso, proprio a seguito di ispezione, è l’esito delle analisi di un campione di acqua prelevato alla foce di un canale, in riferimento alle acque interne, per cui stata registrata la presenza di contaminazione fecale. “Si fa nota – scrivono i tecnici – che in atto al campionamento, come dalla nostra refertazione fotografica, le acque apparivano limpide sebbene nel canale, così come nella prossimità dello sbocco a mare, veniva riscontrata la presenza di materiale legnoso e rifiuti. A tal riguardo, i Comuni rivieraschi tutti, con nostra nota del maggio scorso, sono stati già richiamati all’adozione di adeguate misure di gestione delle aree di balneazione secondo il  D.lgs. 116/2008, anche nel caso di rifiuti, con particolare riferimento a quanto previsto dalla parte IV del D.lgs. 152/2006”.

Altre segnalazioni ricevute nella scorsa settimana dalla costa tirrenica vibonese, con l’ausilio dell’intervento delle Capitaneria di Porto sono state individuate come presenza di alghe, la cui fioritura è determinata da una serie di concause contingenti, tra cui lo scarso idro-dinamismo del mare, le alte temperature dell’aria e la differenza termica con quelle del mare, nonché la cosiddetta eutrofizzazione, ossia l’apporto a mare di nutrienti, tra cui fosfati e azoto, che facilitano appunto una elevata proliferazione algale.