Scacco ai narcos calabresi, 30 arresti: “Così la ‘ndrangheta gestiva le rotte della droga” (VIDEO)

Disarticolati quattro gruppi tra loro collegati e dediti all’importazione della cocaina dal Sudamerica ai porti del Nord Europa, del Canada e di Gioia Tauro. I nomi delle persone coinvolte

Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, nonché traffico e detenzione di droga. Sono i reati contestati a vario titolo dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria alle 30 persone coinvolte nell’operazione “Edera” (24 in carcere e 6 ai domiciliari) condotta dai carabinieri del Ros in collaborazione con i comandi provinciali, lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e le polizie di Olanda, Colombia e Francia. Le misure restrittive disposte dal gip del Tribunale di Reggio Calabria sono state eseguite a Reggio, Milano, Bergamo, Bologna, Padova. Due misure cautelari in Olanda e altre due in Colombia e Francia.

‘Ndrangheta e narcotraffico. Il provvedimento scaturisce dagli esiti di un’indagine avviata nella primavera del 2010, in prosecuzione della inchiesta denominata “Reale” che, a più riprese tra il 2010 ed il 2015 aveva già portato all’arresto di 58 soggetti tra cui Giuseppe Pelle, capo della cosca “Pelle-Gambazza” e fra i maggiorenti del cosiddetto Mandamento Jonico della ‘ndrangheta reggina.
Le investigazioni, che sono state svolte in costante collaborazione con la Polizia antinarcotici colombiana, la Dea, la Polizia Nazionale olandese, la Gendarmeria francese e la Dcsa, hanno confermato ancora una volta il particolare attivismo delle ‘ndrine reggine nel narcotraffico internazionale, anche in ragione della stabile presenza di propri referenti in Sudamerica i quali mantengono contatti diretti con i rappresentanti delle organizzazioni fornitrici.




Operazione “Edera” Nel caso dell’indagine Edera, il narcotico era destinato alla vendita principalmente in Lombardia, ove operano articolazioni di ‘ndrangheta in collegamento strutturale con le locali dei mandamenti reggini, nonché in Veneto, grazie a stabili rapporti con qualificati ambienti malavitosi locali. A gestire i traffici erano 4 gruppi criminali, tra loro funzionalmente collegati per lo svolgimento delle attività illecite. Il primo sodalizio era attivo nell’importazione di stupefacente tramite scali aeroportuali o attraverso trasporti su gomma via Spagna, come è stato accertato con il sequestro a Ventimiglia, il 19 giugno del 2010, di un carico di 22 chili di cocaina occultato su un autoarticolato. Il secondo aggregato criminale, riconducibile alle cosche platiote, faceva capo a Pasquale Calabria e Francesco Trimboli e smerciava all’ingrosso cocaina in Lombardia, nonché marijuana nella provincia di Reggio Calabria. In tale contesto, il 15 febbraio 2011 a Rudiano (Brescia), veniva sequestrato 1 kg di cocaina.

I latitanti arrestati. La terza associazione, radicata in Calabria, aveva i suoi promotori in Domenico Ficara e negli allora latitanti calabresi Santo Scipione e Domenico Trimboli; dedita all’acquisto di narcotico in Sudamerica, lo esportava verso il Canada e l’Italia. Nella penisola, in particolare, la droga veniva poi ceduta ad altri sodalizi calabresi e veneti. Durante lo sviluppo di questo specifico filone di indagine, il ROS, nell’aprile del 2013, riusciva a catturare Domenico Trimboli (in collaborazione con lo SCO e la polizia colombiana) e Santo Scipione, all’epoca inseriti nell’elenco dei “latitanti pericolosi” e stanziati permanentemente in Colombia, ove curavano i contatti con i fornitori di stupefacenti. Sono risultati riconducibili a questo sodalizio i circa 180 kg di cocaina poi intercettati e sequestrati il 05 maggio 2013, presso il porto di Gioia Tauro, in collaborazione con il locale Ufficio delle Dogane.

Dal Sud america a Gioia Tauro. Scoperto, infine, anche un quarto aggregato criminale, gestito da Domenico Strangio con il concorso e il finanziamento di soggetti intranei o comunque collegati alle ‘ndrine gioiesi e rosarnesi, risultato responsabile di diverse importazioni di stupefacente dalla Colombia e dall’Ecuador, fatto giungere, tra il febbraio 2011 ed il febbraio 2013, tramite gli scali portuali di Anversa (Belgio), Rotterdam (Olanda) e Gioia Tauro. Proprio in quest’ultimo, il 06 ottobre 2011 venivano sequestrati ulteriori 36 kg di cocaina.

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