Regionali, Occhiuto rilancia la sua candidatura e avverte Salvini e Meloni: “Noi andiamo avanti”

Presentati i comitati civici e le modalità di adesione al suo progetto. Sulle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto dice: “Nessun problema”

“Lega e Fratelli d’Italia già in passato hanno condiviso l’accordo nazionale che indicava per la Calabria la candidatura a presidente a Forza Italia”. Così il candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Calabria alle elezioni del prossimo autunno Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, si rivolge alle altre forze del centrodestra.

Mario Occhiuto va avanti per la sua strada e questa mattina a Catanzaro ha illustrato il suo progetto sul territorio pur non avendo ancora ricevuto il sostegno di Lega e Fratelli d’Italia. Presentati i “Comitati Pro Mario Occhiuto Presidente” e le modalità di adesione al “Progetto per Mario Occhiuto governatore della Calabria”. “A prescindere dall’accordo nazionale – ha sostenuto Occhiuto – il nostro è un progetto politico inclusivo. Ho amici che apprezzo e stimo in questi partiti e non vogliamo assolutamente rompere nessun tipo di prospettiva futura di unità del centrodestra però vogliamo andare avanti nella logica di preparare il progetto politico che abbiamo in mente”.
Il fatto che Lega e Fdi non si siano ancora espressi, per Occhiuto “fa parte della logica della politica. In tutte le altre regioni è avvenuto così, cioè alla fine la condivisione c’è stata sempre all’ultimo momento utile. Noi siamo partiti da prima, sulla base di una discussione a livello nazionale e che, nella ripartizione delle varie candidature, indicava la Calabria a Fi. Però noi andiamo oltre. Vogliamo portare la proposta politica direttamente sui territori con comitati civici. Il progetto politico va condiviso, va preparato prima non possiamo aspettare l’ultimo momento”.

Anche le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto – Occhiuto è indagato dalle Procure di Catanzaro e Cosenza e per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio da quella di Roma – a suo avviso non sono un ostacolo. “Ho fatto il sindaco per 8 anni e come si sa, in Italia, se un amministratore ha coraggio, e noi abbiamo portato avanti progetti per oltre 400 mln, rischia. Io non ho nessuna condanna nè tantomeno un rinvio a giudizio. Ci sono indagini in corso in seguito a tantissime denunce presentate da avversari politici, anche per una sorta di condizionamento politico che, purtroppo, c’è in tutte le realtà territoriali in questo momento storico. Ho fiducia nella magistratura che farà tutte le valutazioni al di fuori di condizionamenti e ho visto che non ci sono elementi in queste inchieste che possano portare a problemi per la mia persona”.