Picchiò e umiliò la madre disabile, il gip di Vibo revoca il divieto di avvicinamento

Per il giudice si sono affievolite le esigenze cautelari. Accolta l’istanza presentata dalla difesa di una donna originaria di Sant’Onofrio, accusata di maltrattamenti

Avrebbe picchiato la madre disabile minacciandola pure di morte. A distanza di otto mesi dall’applicazione di un provvedimento di divieto di avvicinamento, il gip del Tribunale di Vibo ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Santo Cortese e ha revocato la misura cautelare emessa nei confronti di una 53enne originaria di Sant’Onofrio, nel Vibonese, ma di fatto domiciliata in Piemonte.

In pratica il giudice ha ritenuto affievolite le esigenze cautelari che quasi un anno fa aveva giustificato la misura del divieto di avvicinamento. Un provvedimento disposto a seguito delle indagini svolte dai Carabinieri dalle quali emergevano la plurime condotte violente e minacciose che la donna avrebbe messo in atto nei confronti della madre disabile, picchiata violentemente al volto e alla gambe, in un caso torturata con un tubo di acqua infilato all’interno della bocca fino a toglierle il respiro per qualche secondo.