Imu e Tasi, scadenze e come si pagano. Rischio aumenti

Prima rata entro il 17 giugno. Al momento del saldo, previsto per il 16 dicembre, il rincaro quest’anno è più che possibile

Scatta il 17 giugno (non il 16, perché è domenica) il termine per i contribuenti per pagare l’acconto di Imu e Tasi. Il saldo è previsto il 16 dicembre. La cifra da pagare, in linea di massima, sarà uguale a quella dell’anno scorso: il 50% dell’acconto sul totale è infatti calcolata sui 12 mesi dell’anno precedente. È possibile anche pagare tutto in un’unica rata, sempre il 17 giugno (nel caso di cambiamenti, sarà chiesto un conguaglio).

Aumenti Imu e Tasi

Al momento del saldo, infatti, l‘aumento quest’anno è più che possibile. I Comuni hanno fino al 28 ottobre per modificare le aliquote, e la legge di Bilancio 2019 ha cancellato lo stop agli aumenti imposto ai Comuni dal 2016. A dicembre, quindi, Imu e Tasi andranno ricalcolate in base alle novità, detraendo quanto pagato a giugno. La situazione, come si dice, è a macchia di leopardo. Molto spesso gli aumenti e le riduzioni riguardano immobili particolari: Pordenone ha portato al 10,6 per mille il prelievo sui negozi sfitti nel centro cittadino, Torino ha elevato sempre al 10,6 per mille l’Imu sulle abitazioni concesse dal proprietario in uso gratuito ai parenti e per le case affittate a canone libero; mentre Firenze (dal 7,6 al 5,7 per mille), Grosseto (dall’8,6 all’8) e Pavia (dal 10,6 al 9,6) hanno calato l’imposta. Nessun cambio per Milano, Bologna, Roma Napoli, Bari e Palermo.

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