Procedura di infrazione, sos manovra bis. Rischio tagli alla sanità

Nel mirino i due miliardi di aumento del fondo. Strigliata di Moody’s sul debito. E Draghi boccia i mini-bot

Le carte sono riservatissime, come in tutte le partite che si rispettino, ma gli sherpa dell’Economia hanno pronto più di un pacchetto di interventi, per comporre il puzzle della sempre più inevitabile manovra-bis, da utilizzare nel negoziato (del premier Conte e di Giovanni Tria) con Bruxelles e con gli altri partner europei per evitare la procedura d’infrazione. O, come avvisano da Moody’s, per scongiurare la reazione dei mercati. E così, proprio mentre l’agenzia di rating – come lo stesso governatore Mario Draghi – boccia i mini-bot e invoca un credibile programma di riduzione del debito, nei variegati menù per arrivare a 3,5-5 miliardi di euro, a seconda dei casi, rientrano i circa 2-2,5 miliardi di euro di risparmio derivanti dalla minore spesa per quota 100 e reddito di cittadinanza, così come i 2 miliardi di tagli lineari automatici ai budget dei ministeri previsti dalla legge di Bilancio.

Ma nelle ipotesi  in cantiere non mancano né il possibile ritocco dell’Iva di un punto nei prossimi mesi né l’incremento delle entrate (più 8 per cento) che si sta registrando per effetto della fatturazione elettronica. Senza contare che rimane in bilico l’aumento di 2 miliardi del fondo sanitario nazionale, una posta che è stata al centro dell’ultima contesa alla Conferenza Stato-regioni, con opposizione e sindacati sul piede di guerra in chiave anti-tagli.

È vero, infatti, che la bozza del nuovo Patto per la Salute, inviato dal ministero alle regioni, contempli l’abolizione del super-ticket, la gabella di 10 euro a ricetta che pesa sulle tasche di molti italiani. Così come la proposta d’introdurre una revisione complessiva del sistema ticket e l’utilizzo degli specializzandi in medicina, per fronteggiare la carenza di medici. Ma è altrettanto vero che l’aumento delle risorsepreviste per la sanità potrebbe essere messo in discussione. Né basta la rassicurazione del ministro Giulia Grillo: “Tagli alla Sanità? Dovranno passare sul mio corpo”.

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