I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno smantellato all'alba di oggi un'organizzazione dedita alla produzione industriale di marijuana con base operativa a San Luca. Nell'area preaspromontana venivano realizzati campi occultati da vegetazioni e vigilati con sistemi di video ripresa. La droga veniva quindi trasportata e commercializzata in alcune piazze di spaccio romane e pontine. Non a caso il blitz è stato condotto dai carabinieri non solo in provincia di Reggio Calabria ma anche a Roma, Latina e persino in Germania con il contributo dei colleghi del BundesKriminalAmt (BKA). Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, il gip ha quindi emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 persone: tredici in carcere, quattordici ai domiciliari e per uno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A vario titolo sono accusati dei reati di associazione finalizzata alla produzione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da sparo.

NOMI DEGLI INDAGATI

⦁ CARA Bruno, nato a Bovalino (RC) il 4.1.1961, residente a San Luca;
⦁ CARA Giuseppe, nato a Bovalino in data 27.4.1963, residente a San Luca;
⦁ CARABETTA Michele, nato a Locri (RC) l’1.4.1978, residente a Casignana;
⦁ CARABETTA Michele, nato a Locri il 20.2.1992, residente a Casignana (rintracciato in Germania);
⦁ CELAMI Alfredo nato a in Germania l’8.5.1970, residente a Latina;
⦁ D’AMBROSI Daniele, nato a Roma l’8.6.1982, ivi residente;
⦁ DE MARTE Giovanni, nato a Palmi (RC) il 22.11.1990, residente a Diano Marina (IM);
⦁ MASCI Alberto, nato a Roma il 18.12.1990, ivi residente;
⦁ MEDIATI Saverio, nato a Benestare (RC) il 24.9.1965, residente a Bovalino;
⦁ PIZZATA Marco, nato a Locri il 30.1.1992, residente a San Luca;
⦁ ROMAGNOLI Alessandro, nato a Roma il 10.1.1980, ivi residente;
⦁ TARTAGLIA Massimiliano, nato a Latina il 2.11.1983, ivi residente;
⦁ VITALE Gianluca Antonio, nato a Locri il 3.6.1978, residente a Siderno (RC);
⦁ ARDUINI Angelo, nato a Roma il 21.2.1983, ivi residente;
⦁ ARTUSO Marco Domenico, nato a Seminara (RC) il 7.10.1966, ivi residente;
⦁ BENEDETTI Federico Maria, nato a Roma il 18.7.1994, ivi residente;
⦁ CARA Andrea, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 3.7.1994, residente a San Luca;
⦁ CARA Francesco, nato a Melito di Porto Salvo, il 3.8.1990, residente a San Luca;
⦁ CARA Gabriele Antonio, nato a Melito di Porto Salvo il 4.6.1996, residente a San Luca;
⦁ CARA Paolo, nato a Melito di Porto Salvo il 25.5.1989, residente a San Luca;
⦁ FIASCO Adamo, nato a Latina il 16.8.1973, residente a Sermoneta (LT);
⦁ MASSIMINO Dante, nato a Siderno il 9.2.1967, ivi residente;
⦁ MEDIATI Antonino, nato a Melito di Porto Salvo l’11.7.1996, residente a Bovalino;
⦁ MEDIATI Antonio, nato a Melito di Porto Salvo il 29.11.1991, residente a Bovalino;
⦁ RAMICCIA Arianna, nata a Latina il 16.8.1992, ivi residente;
⦁ SMAALI Khalil, detto Claudio, nato in Marocco il 23.2.1990, residente a Roma;
⦁ VOTTARI Daniele, nato a Magenta (MI) il 30.11.1984, residente a Marcallo Con Casone (MI);
⦁ MAMMOLITI Francesco, nato a Locri (RC) il 6.11.1992, residente a San Luca (RC).

Operazione "Selfie". L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività investigativa, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Bianco con il supporto operativo dello Squadrone Eliportato “Cacciatori”, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Lombardo e del sostituto procuratore Tedesco della Direzione distrettuale antimafia reggina, che ha permesso di comprovare l’esistenza e l’operatività di un sodalizio criminale composto da almeno 14 degli indagati – molti dei quali originari di San Luca e legati da vincoli di parentela – dedito principalmente alla gestione di una filiera produttiva di marijuana, al trasferimento e alla sua commercializzazione nelle piazze di spaccio romane e pontine.
Avviata nel 2016, l’attività “Selfie” - così denominata poiché l’identificazione degli indagati è stata possibile, in origine, attraverso l’analisi delle immagini catturate dalle foto-trappole da loro stessi collocate a presidio delle piantagioni - ha consentito di rinvenire, nel corso del tempo, numerose coltivazioni di cannabis sativa. Nel dettaglio: due in Casignana (RC), località Marino, risalente al 21 settembre 2016; due in Bovalino (RC), località Bosco Sant’Ippolito, risalente al 18 maggio 2017; due in Siderno (RC), località Garino/Pezzillini, risalente al 2 giugno 2017; una in Bovalino, località Serro Mortilli, risalente al 30 giugno 2017; una in Casignana (RC), nei pressi dell’argine del torrente Bonamico, risalente al 18 luglio 2017.
L’analisi delle foto-trappole rinvenute nel settembre 2016 all’interno delle prime due piazzole recintate scoperte a Casignana, effettuata anche con il supporto dei carabinieri specializzati del Ra.C.I.S. di Roma, ha permesso di estrapolare – seppur già cancellate dai supporti di registrazione – numerose immagini ritraenti gli indagati intenti a curare la realizzazione e la conduzione delle due piantagioni. La progressione investigativa ha permesso di identificare dapprima i complici dei coltivatori, delineando i contorni dell’associazione criminale e definendo i ruoli dei singoli all’interno del sodalizio, poi i destinatari dello stupefacente coltivato.

I corrieri. In relazione al trasferimento della sostanza stupefacente verso le destinazioni fuori dalla Calabria, i carabinieri hanno effettuato numerosi riscontri, sebbene gli indagati utilizzassero abitualmente un linguaggio elusivo e dal contenuto criptico, spesso riferendosi allo stupefacente con le espressioni “cavalli”, “magliette”, “cd” o anche con riferimenti a diversi e noti modelli di autovetture e scooter quali “panda” “golf” o “t-max”. Per eludere i controlli, in una circostanza, una donna in avanzato stato di gravidanza ha preso parte, insieme ad altri tre complici, al trasferimento a Roma di oltre 6 kg di marijuana provenienti dalle piantagioni della locride. Complessivamente, dalle indagini è stato possibile: localizzare 8 piazzole adibite alla coltivazione di marijuana, sequestrando contestualmente circa 11,000 piante, dal valore economico di svariati milioni di euro; trarre in arresto sul territorio nazionale (Roma, Latina, Savona, Bologna), nella flagranza 10 indagati, sequestrando contestualmente 30,2 Kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana, a riscontro dell’attività di monitoraggio tecnico sugli indagati; sequestrare nr.6 fucili da caccia di vario calibro e marca, privi di matricola o con matricola abrasa, 3 dei quali oggetto di furto.