AMMINISTRATIVE 2019 | Vibo pronta per tornare al voto: veleni e ritiri in chiusura di campagna elettorale

Ad alimentare la tensione alcune intercettazioni contenute nel faldone di un’inchiesta antindragheta e le parentele scomode di candidati in varie liste

L’appuntamento con le urne si avvicina. Gli elettori si recheranno al voto nella giornata di domani, in concomitanza con le consultazioni per il rinnovo del parlamento europeo. Seggi aperti dalle sette alle 23. In città sono quattro i candidati a sindaco, sedici le liste in corsa, 446 gli aspiranti consiglieri. Maria Limardo, sostenuta dal centrodestra e da alcuni raggruppamenti civici, ha al proprio seguito otto liste: si tratta di Città Futura, la compagine di Vito Pitaro, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Con Vibo per Vibo, alias Udc, Vibo Valentia da Vivere, la lista di Alfonso Grillo, Servire Vibo-Liberi e Forti di Domenico Orecchio, Forza VV- Porto Santa Venere, la formazione che schiera l’ex assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo e Rinasci Vibo, di Tonino Daffinà. Sei le compagini a sostegno di Stefano Luciano. Oltre a Pd e Vibo Unica, ci sono i socialisti con Avanti Vibo, Concretezza, la compagine dei Sovranisti, Vibo Prima di Tutto di Enzo Mirabello e Legati al Territorio di Mino De Pinto. Una sola lista a sostegno di Domenico Santoro, il Movimento Cinquestelle e di Francesco Belsito, “Fare!”. Nel complesso sono 237 gli aspiranti consiglieri dalla parte di Maria Limardo, 160 i candidati schierati a sostegno dell’ex presidente del Consiglio Comunale, 25 quelli del Movimento Cinquestelle, 23 a credere nel progetto “Fare!” di Francesco Belsito.

Nel dettaglio. A sostegno di Maria Limardo vi saranno due terzi della maggioranza che sostenne Elio Costa – ad eccezione del gruppo di Stefano Luciano – e vari esponenti della giunta uscente. Molti degli ex assessori saranno ricandidati. Tra gli acquisti più significativi di Maria Limardo ci sono cinque dei sei ex componenti il principale gruppo di opposizione nella passata consiliatura, quello del Partito democratico. Giuseppe Mangialavori e l’ex dirigente del Pd Vito Pitaro hanno dato vita ad un patto d’acciaio dal quale è scaturita una lista “Città Futura” nella quale saranno candidati gli ex dem Giuseppe Cutrullà, Antonino Roschetti, Pasquale Contartese, Stefania Ursida e Antonella Masseria. Unico a non essere della partita l’ex capogruppo del Pd in Aula Giovanni Russo che non si sottoporrà nuovamente al giudizio dell’elettorato.

Saranno sei le liste a sostegno dell’ex presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano: Vibo Unica, Partito Democratico, Vibo Prima di tutto, Concretezza, Legati al Territorio e Avanti Vibo. Vibo Unica è la compagine che schiera l’omonimo gruppo consiliare uscente. Da Giuseppe Policaro a Claudia Gioia, da Samantha Mercatante ad Angelo Palamara, cui si aggiungeranno gli ex assessori Giuseppe Russo, titolare con Costa della delega all’Ambiente, e Laura Pugliese, già assessore al Bilancio nella passata consiliatura. Non è stato nelle condizioni di dar vita ad un progetto autonomo, ma sarà della partita a sostegno di Stefano Luciano, il Partito democratico. Fa capo all’imprenditore Vincenzo Mirabello la compagine “Vibo prima di tutto” che fonde pezzi della società civile con esponenti dem e rappresentanti dell’ex gruppo dei Progressisti per Vibo di Antonio Lo Schiavo, tra cui Maria Fiorillo, Rosario Tomaino e la stessa Loredana Pilegi, già capogruppo in seno al consiglio comunale. I socialisti di Gianmaria Lebrino e Rocco Ruffa sosterranno la lista “Avanti Vibo”, mentre dietro la formazione “Legati al territorio” c’è il leghista ribelle di Vibo Marina, l’imprenditore Mino De Pinto. A sostegno di Luciano sarà schierata anche la lista “Concretezza”, messa in piedi dal Movimento nazionale per la Sovranità di Mimmo Arena e Salvatore Bulzomì e dal gruppo dell’ex senatore Francesco Bevilacqua e dell’ex sindaco Nicola D’Agostino.

Una sola lista a sostegno del Movimento Cinquestelle, unica forza politica che, a seguito delle rivelazioni contenute in articoli di giornale o intercettazioni, ha chiesto e ottenuto il passo indietro di uno dei suoi candidati. Un’altra candidata, in quota Forza Italia, per motivi strettamente personali si è messa spontaneamente da parte.