Vibo, il “Mamma non vuole” diventa un caso: il Comune lo chiude e il Tar lo riapre

Secondo quanto emerso dall’inchiesta “Rimpiazzo” il locale sarebbe riconducibile ad un esponente vicino ai piscopisani. I giudizi amministrativi concedono la sospensiva

Riapre il locale “Mamma non vuole”, sito in piazza Morelli, nel pieno centro storico di Vibo Valentia. Il Tar Calabria, per come riporta oggi il “Quotidiano del sud”, ha infatti accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza di chiusura, emessa dal Comune di Vibo il 2 maggio scorso e notificata quattro giorni dopo, avanzata dagli avvocati Alessio Colistra, Antonio Pasqua e Walter Franzé in rappresentanza di Benito La Bella, proprietario del locale, finito agli arresti nella recente operazione “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, in quanto accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, in particolare ritenuto partecipe della cosiddetta “Società minore” con il grado di “picciotto”, custode delle armi del sodalizio e implicato in reati in materia di stupefacenti.

L’ordinanza. Il Comune – proprio a seguito della misura restrittiva nei confronti del 46enne di Piscopio (poi annullata dal Riesame) – aveva ricevuto una comunicazione dalla Questura in cui si evidenziava l’arresto dell’uomo e quindi proceduto alla chiusura immediata del pubblico esercizio nonché alla rimozione della pedana antistante lo stesso. La difesa di La Bella ha, però, proposto ricorso al Tar di Catanzaro evidenziando una serie di punti attraverso i quali ha chiesto la sospensiva di quell’ordinanza.

Le ragioni della difesa. La difesa ha evidenziato, scrive sempre “il Quotidiano del Sud”, “la grave perdita economica che il ricorrente sta attualmente subendo a causa della chiusura della sua attività commerciale a cui devono aggiungersi le intervenute dimissioni del personale che, diversamente, troverebbe occupazione in altre attività, così trasferendo il know-how acquisito presso l’esercizio del ricorrente in attività concorrenti”.

La decisione del Tar. Il Tar, ha quindi accolto la richiesta di sospensiva della chiusura del locale fissando l’udienza nel merito al 19 giugno prossimo.