Il Tar boccia il Ministero dell’Interno e Salvini: lo Sprar di Riace ritorna in vita

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del Comune ma Lucano chiarisce: “Bella notizia, ma resta l’amarezza”

La cancellazione dei progetti Sprar di Riace è stato un errore. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale che ha annullato il provvedimento con cui il Viminale aveva messo ko il sistema di accoglienza messo in piedi da Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace, travolto da un’inchiesta della magistratura.

“Bella notizia, ma resta l’amarezza per l’esperienza interrotta – il primo commento di Lucano – le persone sono state trasferite, i danni sono stati fatti. Ma almeno si ristabilisce dal punto di vista amministrativo un pò di giustizia. Abbiamo operato in una terra col destino segnato e vogliamo continuare a farlo. Noi andiamo avanti e per quanto mi riguarda cercherò giustizia in tutte le sedi”.  I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del Comune, presentato dai legali Lorenzo Trucco e Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, con il sostegno dell’associazione “ItaliaStatodiDiritto”, ordinando l’immediata revoca del provvedimento. Alla base della decisione, un insuperabile errore procedurale.

“Il ministero – spiega il Tar – non ha né segnalato per tempo, né in modo chiaro, criticità e problemi poi serviti per motivare la revoca dei contributi, né ha dato all’amministrazione la possibilità o margine di tempo per sanarli. Anzi, scrivono i giudici amministrativi, la nota con cui, a detta del ministero, sarebbe stato comunicato a Riace l’avvio della procedura di infrazione «violerebbe le regole che presidiano la trasparenza e la partecipazione degli interessati”.