Tentato omicidio nel Vibonese, trenta colpi di pistola contro il braccio destro del boss Pantaleone Mancuso

Nel mirino dei sicari il 45enne Dominic Signoretta. L’attentato davanti alla sua abitazione nella frazione Nao di Ionadi. Su quanto avvenuto indagini dei carabinieri

Trenta colpi di pistola, sparati verosimilmente da tre persone, sono stati esplosi nella tarda serata di ieri a Nao di Ionadi, alle porte di Vibo Valentia, contro Dominic Signoretta, 45enne, ritenuto dagli inquirenti braccio destro di Pantaleone Mancuso, alias “l’ingegnere”, arrestato a Roma lo scorso mese di marzo dopo essersi reso irreperibile.

L’agguato. Il destinatario del messaggio di morte è, però, uscito miracolosamente illeso da quello che è un vero e proprio agguato. I killer erano nascosti dietro un siepe da dove, appena l’obiettivo è uscito da casa, gli avrebbero scaricato addosso la pioggia di proiettili. Signoretta si è salvato riparandosi dietro un muretto. Su quanto avvenuto sono in corso le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia che hanno subito provveduto ad informare la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri.

L’obiettivo. Signoretta è coinvolto nell’operazione “Mediterraneo” e condannato in primo grado ed in appello a Reggio Calabria alla pena di 12 anni di reclusione. Nel processo è stata contestata l’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ed in particolare di avere avuto un ruolo direttivo in un gruppo vibonese che avrebbe rifornito di stupefacente anche la cosca Molè. Il 45enne si trova agli arresti domiciliari nella propria abitazione e di lui hanno parlato diversi pentiti. Oltre ai vibonesi Andrea Mantella e Raffaele Moscato, anche Arcangelo Furfaro. E’ indicato con l’armiere di un’articolazione del clan di Limbadi. Visto il curriculum criminale di Signoretta, gli inquirenti temono l’inizio di una guerra di mafia nel Vibonese.