Ospedale Vibo, chiude il reparto di ortopedia: politica e sindacati sul piede di guerra

Il candidato del centrodestra alle prossime elezioni amministrative Maria Limardo chiama in causa il presidente della commissione regionale sanità Michelangelo Mirabello che non esita a ribattere

Solleva un polverone la momentanea chiusura del reparto di Ortopedia all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Il disco rosso al blocco operatorio finisce per scuotere politica e sindacati che non esitano un istante ad alzare i toni.  “Ancora una volta la città – afferma Maria Limardo, candidata del centrodestra alle prossime elezioni amministrative – viene privata di un servizio essenziale, nel caso specifico, secondo quanto emerso, “per carenza di medici”. Siamo in una condizione difficile anche solo da definire. E sconcerta che chi ha ruoli istituzionali, mi riferisco al consigliere regionale Michele Mirabello, peraltro presidente della commissione Sanità, rimanga indifferente e inerte rispetto a questa situazione, forse più preoccupato di fare politica e cercare voti che dei problemi del territorio. Rispetto alla situazione della sanità locale, si avverte la necessità di un intervento. Pertanto, chiediamo al commissario Guetta di assumere l’iniziativa di convocare la Conferenza dei sindaci al più presto, affinché si possano individuare delle azioni di protesta e/o assumere delle decisioni in merito. Ci auguriamo che il prefetto Guetta abbia il tempo di procedere in tal senso, data l’imminenza delle amministrative. In caso contrario – conclude –, sarà la prima cosa che ci proponiamo di fare qualora risultassimo alla guida di Vibo Valentia”.

Immediata la puntualizzazione  di Michelangelo Mirabello, presidente della commissione regionale sanitaria. “In merito alla grave situazione emergenziale del reparto di ortopedia dell’ospedale di Vibo Valentia, dovuta, lo si ricordi, alla carenza di personale medico ed infermieristico su cui più volte la commissione consiliare che presiedo è intervenuta, ho personalmente promosso, dopo aver investito della questione il Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio, un tavolo urgente, già nella mattinata di domani, presso il dipartimento tutela della salute. Al Presidente Oliverio ed al Direttore Generale Antonio Belcastro ho richiesto, nella mia qualità di consigliere regionale del territorio e di presidente della commissione sanità, che, lo si ricordi, non ha funzioni esecutive, di assumere provvedimenti straordinari ed urgenti che possano consentire l’immediata riapertura del reparto e dunque garantire l’erogazione di servizi indispensabili al territorio ed ai cittadini vibonesi. Allo scopo, è già in corso in queste ore un fitto confronto che consentirà in tempi rapidissimi di arrivare alla soluzione del problema ed alla comunicazione della riapertura del reparto con la definizione di percorsi che guardino sia alla fase emergenziale che alla definitiva strutturazione ed implementazione del reparto”.

La reazione dei sindacati. Ed anche i sindacati non sono rimasti a guardare. Cgil, Cisl e Uil hanno riportato ancora una volta sotto i riflettori la fatica a riaffermare il diritto alla salute nella nostra regione. “Abbiamo di fronte – hanno evidenziato i rappresentanti della triplice – una situazione drammatica che dura da troppo tempo ed emerge sempre di più con chiarezza (e non vi è dubbio che tutti sapevamo) che la sanità calabrese è affetta da un male difficile da curare ovvero la mancata programmazione (a nostro avviso la madre di tutti i mali) e la collusione con “Poteri Forti”, estranei all’ambiente sanitario, che oramai condiziona ogni tipo di attività. Il cinismo della politica poi, il menefreghismo perpetrato per anni, le numerose ruberie, l’alleanza stretta fra corrotti e corruttori, lo stanno pagando caro la Calabria ed i Calabresi (che hanno comunque le loro responsabilità nel non chiedere conto per i loro diritti sanitari calpestati e negati da troppo tempo, nel non indignarsi costantemente per aver negato il diritto a migliaia di giovani di rimanere nella propria terra, nel non indignarsi a votare e rivotare una classe politica il più delle volte corrotta e inetta), soprattutto lo stanno pagando quelli più fragili e indifesi socialmente ed economicamente”.

Le ispezioni dei Nas. “Nelle scorse settimane avevamo denunciato lo stato di degrado e di abbandono dell’ospedale G. Jazzolino di Vibo Valentia, il rischio che dopo le verifiche dei NAS potesse arrivare come una mannaia sulla testa dell’intera comunità la chiusura del presidio con le negative conseguenze per l’intera popolazione. Avevamo denunciato poi come la carenza di personale dovuta in parte ai vari blocchi delle assunzioni perpetrate negli anni, ma anche alla mancata attrattiva del presidio ospedaliero per i professionisti del settore (sono sempre di meno i medici ed operatori sanitari che scelgono di lavorare in quelle condizioni complicate), unitamente agli esodi provocati dai pensionamenti normali, a cui si aggiunge quota 100, potevano provocare nell’immediato il collasso dei servizi offerti. Non ci piace oggi scoprire di essere stati facili profeti, ma la chiusura del reparto di ortopedia, temporanea o meno che sia, riporta alla luce tutte le questioni da noi sollevate nei giorni scorsi. Ed il fatto che la notizia sia trapelata solo grazie alla intraprendenza di alcune testate giornalistiche locali senza di fatto coinvolgere gli attori locali (conferenza dei sindaci e parti sociali) ci fa venire il sospetto che questo possa solo essere l’inizio di un progetto più ampio che va verso lo smantellamento di interi pezzi di servizi pubblici in una terra tra le più complicate e fragili della nostra Regione”.

L’input. “É veramente intollerabile quello che é accaduto, sopratutto in un momento in cui il governo annuncia un emendamento al decreto Calabria che di fatto sblocca il turn-over nelle regioni sottoposte a piano di rientro. Bisogna agire adesso e subito, lo chiediamo ancora una volta alla conferenza dei sindaci del territorio, ma lo chiediamo con forza al nuovo Commissario Straordinario della ASP di Vibo ed Al Commissario al piano di rientro Generale Cotticelli, a loro chiediamo di volere urgentemente convocare un incontro per mettere in chiaro le criticità del presidio ospedaliero e che, sopratutto, blocchi immediatamente la chiusura del reparto di Ortopedia. Riteniamo indispensabile che tutti gli attori, compresi Consiglieri Regionali e Parlamentari, si attivino per le loro rispettive competenze e responsabilità a individuare anche interventi di natura straordinaria per tentare di garantire anche in questo territorio una situazione di ordinarietà. Ci preme inoltre sottolineare che la necessità di dover attingere a graduatorie per alcuni profili, valide, di altri territori è la dimostrazione emblematica che in questi anni chi aveva responsabilità di governo dell’Asp non si è adoperato coerentemente e adeguatamente, determinando così una Sanità al collasso. Ci attiveremo con ogni azione possibile affinchè anche nel territorio vibonese si possa accedere a servizi e cure dignitose”.