Inchiesta contro il clan dei Piscopisani, il Riesame annulla un’altra ordinanza di custodia cautelare

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l’ordinanza emessa nei confronti di Nazzareno Colace, 54 anni di Porto Salvo, coinvolto nell’operazione condotta dalle Squadre Mobili di Vibo e Catanzaro denominata “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani.

Colace, rappresentato dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Gambardella, è considerato uno degli uomini più vicini al boss Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni” ed era stato tratto in arresto per due vicende estorsive aggravate dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori di Vibo Marina, i quali secondo la ricostruzione dell’ufficio di Procura avrebbero assecondato le richieste del boss con cadenza annuale fino all’omicidio di Michele Palumbo che avrebbe modificato gli scenari nel Vibonese.

Dinanzi ai giudici del Riesame gli avvocati Sabatino e Gambardella hanno contestato la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e le argomentazioni della difesa sono state quindi recepite dal Riesame che ha accolto l’istanza annullando l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nazzareno Colace, il quale però rimarrà in carcere dove sta scontando una pena a 14 anni di reclusione dopo essere stato condannato in primo grado nel processo scaturito dall’operazione “Costa Pulita”.

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