Reportage fotografico nel centro storico di Vibo: l’antica Monteleone sparisce tra degrado e abbandono

Viaggio fotografico tra le vie del borgo medievale, ai piedi del castello federiciano. Tra erbacce ed abusi, il volto di una città senza memoria. Un appello al futuro sindaco: ripartire dal cuore di Vibo Valentia

“Se un cieco guida l’altro, come potranno evitare gl’inciampi, urti e precipizj? Se le Guide e i Direttori de’ Popoli sono digiuni, di quello che appartiene al buon Reggimento, come potranno ben Governare?”, così scriveva nel 1776 Lorenzo Cervellino nella introduzione al suo Direzione ovvero guida delle Università o Reggimento di esse. Sante parole! A Vibo Valentia dovrebbero essere tenute in debito conto in vista delle prossime elezioni amministrative, dopo decenni di disastri che hanno portato la città al tracollo.




Specchio della situazione in cui versa la città non è solo il progressivo abbandono commerciale di corso Vittorio Emanuele, ma la situazione di estremo degrado in cui versa uno dei patrimoni da tutelare: il borgo medievale di Monteleone dentro le mura, ai piedi del Castello Federiciano. Al visitatore, varcata la Porta della Piazza o Arco Marzano, a tratti sembra di immergersi in una giungla tra sporcizia ed erbacce. Si presentano agli occhi edifici abbandonati e cadenti, monumenti a rischio crollo, finestre, porte e frontalini dei balconi in alluminio, ristrutturazioni raccapriccianti e fuori contesto. Chi doveva controllare e non ha controllato? Chi doveva tutelare e non ha tutelato?

A rischio crollo è soprattutto la porta e la torre trecentesca detta del Conte d’Apice. Qui a breve dovranno partire degli interventi già finanziati, ma in una città che dopo cinquant’anni dalla loro scoperta, mantiene ancora i mosaici di Sant’Aloe sotto un telone, occorre stare attenti ai ritardi…

In questo reportage fotografico la situazione attuale. Senza altre parole.