PASQUA 2019 | Affruntata serena a Stefanaconi, dove il “dominio” dei clan nell’asta delle statue è solo un ricordo (VIDEO)

Clima di giubilo ormai ristabilito nel piccolo centro alle pendici di Vibo Valentia dopo che negli anni scorsi i pentiti parlarono dell’Affruntata come momento significativo nel processo di affiliazione alla ‘ndrangheta

Da Vibo Valentia passando per le aree limitrofe, fino all’entroterra. La tradizionale Affruntata ha emozionato anche quest’anno i residenti di vari centri del territorio provinciale. Ed anche a Stefanaconi il “rito” si è ripetuto, con la consueta spettacolarizzazione. Intorno alle 11.40, la Madonna è stata svelata nella centralissima piazza della Vittoria, nel cuore del piccolo paese alle pendici della collina vibonese. Dinanzi a lei, come da tradizione, San Giovanni e il Cristo Risorto. Ad applaudire, centinaia di persone accorse anche da altre aree del territorio per assistere all’evento che sa di simbologia e riflette una tradizione popolare anche sul piano prettamente scenografico. L’evento si è tenuto, a differenza di quanto accaduto qualche lustro addietro, nell’assoluta serenità garantita dalle forze dell’ordine, nella fattispecie i militari dell’Arma della Stazione di Sant’Onofrio e della polizia Municipale.

Sono lontani i tempi in cui l’Affruntata di Stefanaconi era balzata alla cronaca negli anni scorsi, una volta deflagrata l’indagine “Romanzo criminale” contro la cosca Patania (condannata quasi interamente all’ergastolo nell’ambito del processo Gringia) da cui era scaturito un processo che vede tutt’ora coinvolti l’ex comandante della Stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio Sebastiano Cannizzaro e l’ex parroco del paese Salvatore Santaguida.




A tirare tutti in ballo, la collaboratrice di giustizia Loredana Patania che in relazione al fatto che sull’Affruntata di Stefanaconi l’omonima cosca avesse messo mano, affermava: “Non corrisponde a verità che il parroco Don Salvatore Santaguida abbia escluso dalla processione i componenti della ‘ndrangheta. Da sempre mio zio Fortunato Patania, fino alla sua morte, ha sempre finanziato tale processione”. Metteva, dunque, i soldi di tasca, “insieme ai confratelli della parrocchia per raggiungere la somma necessaria all’organizzazione della processione, nonché dei festeggiamenti nel momento in cui il denaro raccolto non era sufficiente”.

La statua di San Giovanni, all’Affruntata, sarebbe stata appannaggio delle giovani leve del clan che “dovevano portarla obbligatoriamente e non poteva essere presa da soggetti estranei alla cosca”. A riscontro delle dichiarazioni della pentita, i filmati estrapolati dai carabinieri relativi all’Affruntata del 2009, nella quale si vedeva la presenza di un esponente del clan Patania, al fianco dell’allora parroco, presente anche in occasione dell’estrazione delle buste con i nominativi dei portatori delle statue.