Il calvario di mamma Natuzza e il mistero delle stimmate del venerdì santo

Festività pasquali nel segno della fede e della tradizione nella comunità di Paravati di Mileto dove si susseguono i riti della Settimana Santa che si concluderanno sabato sera con la veglia pasquale. Da giorni la chiesa della Madonna degli Angeli, nel cuore pulsante del paese, che Natuzza Evolo ha frequentato nell’arco di quasi tutta la sua vita è meta costante di fedeli e di comitive di pellegrini, provenienti da ogni parte d’Italia. Così come lo è la Villa della Gioia dove la gente si reca a pregare davanti alla statua della Madonna e alla tomba della mistica situata nella sede della fondazione umanitaria “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime”. Una presenza quella degli ultimi giorni dovuta all’avvio della causa di beatificazione della mistica, ma anche alla Settimana Santa, il periodo in cui Fortunata Evolo riviveva sul proprio corpo la passione del Signore e, pertanto, le sofferenze causate dalla flagellazione e dalla salita al calvario.

La “Passione” di Natuzza. Proprio in queste ore, infatti, Natuzza cadeva in uno stato di estasi e le stimmate si trasformavano a contatto con bende e fazzoletti in testi di preghiera in lingue diverse, ostie ed ostensori, corone di spine e cuori, tant’è che sono tante le persone di Paravati e non solo che oggi custodiscono gelosamente questi fazzoletti che trasudano di mistero e di fede. Per anni nel giorno più critico, ovvero il venerdì santo, scienziati, uomini di chiesa e medi sono stati accanto a Fortunata Evolo per cercare di alleviarne le sofferenze per cercare di dare una spiegazione a quei tanti segni dolorosi sul corpo martoriato di mamma Natuzza.
“Ricordo quei giorni – afferma una devota di Natuzza che vive a Catanzaro – con grande sofferenza. Eravamo in tanti a sostare in preghiera davanti alla casa di Fortunata, quando abitava in via Nazionale, nell’attesa che l sofferenze si placassero. Mi viene in mente in particolare – aggiunge – una giornata particolarmente grigia e fredda e poi la gioia di tutti i presenti nell’apprendere che Natuzza si era ripresa. Dopo poche ore nel cielo di Paravati conclude la nostra interlocutrice – è anche spuntato il sole, il segno della rinascita, della resurrezione”. della rinascita, della resurrezione”.

I messaggi di Gesù. In uno dei tanti messaggi di Gesù a Natuzza, legati a questo periodo e precisamente al periodo pasquale del 1998, conservati oggi negli archivi della fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime che la Serva di Dio, considerava la sesta figlia e la più amata si legge. “Il mio Cuore è ferito e non voglio che gli uomini si perdano; si devono salvare con noi. Ci vogliono sofferenze e preghiere, quindi offri tutto per loro”.