‘Ndrangheta nel Vibonese, il doppio blitz della polizia e l’appello di Libera: “E’ il momento di avere fiducia”

“Il nostro plauso va agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria per il loro incessante e costante impegno che ha permesso di raggiungere notevoli risultanti in un territorio, come quello vibonese, in cui è fondamentale far sì che la gente possa acquisire fiducia nello Stato, sentirlo vicino ai problemi e alle necessità di chi lo abita, buttando giù quel muro di matrice storicoculturale che per anni si è frapposto tra i cittadini e le istituzioni”. E’ quanto afferma in una nota il coordinamento provinciale dell’associazione antimafia Libera. “Nell’ultimo periodo, nella provincia di Vibo Valentia, sono state diverse le operazioni di rilievo condotte, dalle forze dell’ordine, coordinate dalla Dda di Catanzaro, basti pensare a quelle appena compiute nella settimana scorsa che generano nuova speranza e fiducia”.




Doppio blitz. Il riferimento è all’operazione “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani che ha interessato 23 soggetti coinvolti a piede libero e 31 sottoposti a misura di custodia cautelare in carcere.”Un importante risultato investigativo – si sottolinea – raggiunto anche grazie alle denunce degli imprenditori che per anni sono stati vessati dal clan”. Ma ancora l’operazione “Errore Fatale” che ha interessato parte dei vertici della cosca Mancuso di Limbadi facendo luce anche sull’omicidio di Raffaele Fiamingo e il ferimento di Francesco Mancuso avvenuto nel 2003 a Spilinga. Tra gli arrestati anche Giuseppe Accorinti che il 5 agosto scorso, cercò di inserirsi tra i portantini del quadro della statua della Madonna della Neve di Zungri, suo paese natio nonché luogo dove esercitava la sua egemonia criminale. Decisivo in questo caso il ruolo dei collaboratori di giustizia, Emanuele Mancuso, Raffaele Moscato e Andrea Mantella. “Per troppo tempo – si legge nel comunicato di Libera – il territorio vibonese ha pagato il prezzo di sottovalutazioni, negazionismi e riduzionismi geografici che nel tempo, hanno permesso il diffondersi indisturbato delle cosche criminali. Oggi possiamo dire a gran voce che lo Stato nella nostra provincia c’è ed è forte e mira a garantire il diritto dei cittadini di vivere senza paura, quello degli imprenditori onesti di lavorare senza oppressioni e degli enti locali di poter agire ed amministrare il bene comune senza collusione. Ma per sconfiggere le mafie questo non è sufficiente serve il contributo della cittadinanza attiva e responsabile, serve che ognuno di noi senta nella propria coscienza l’inamovibile necessità di un riscatto e la responsabilità di essere parte dell’emancipazione socioculturale che vuole costruire percorsi di democrazia e legalità per liberare finalmente i nostri territori dalla protervia della ‘ndrangheta e dall’asfissiante mentalità mafiosa che genera ignoranza, regressione e subordinazione”.