Elezioni regionali, Occhiuto presenta l’alternativa a Oliverio e Cinquestelle: “Sarò il sindaco della Calabria” (VIDEO)

Al fianco del sindaco di Cosenza ieri nella convention di Lamezia Terme, il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo

E’ stato il Sindaco e Presidente della provincia di Catanzaro, Sergio Abramo ha aperto i lavori della convention che presenta la candidatura di Mario Occhiuto a Governatore della Calabria in alternativa a Oliverio e M5S. “Non voglio più sentire parlare di campanilismo e di uomini soli al comando – ha detto Abramo – e Mario Occhiuto sarà il Presidente di tutti. Non vogliamo più una Calabria che da venti anni vive l’emergenza rifiuti e che ha una sanità in queste condizioni – ha detto Abramo – e con Occhiuto io, come sindaco di Catanzaro, voglio essere protagonista di un programma che scriveremo insieme ai Sindaci. Non abbiamo paura del regionalismo differenziato – prosegue Abramo – ma vogliamo raccogliere la sfida della competenza. Non vogliamo candidature calate dall’alto – ha aggiunto il sindaco di Catanzaro– e per questo Mario sarà il Governatore che affronterà il disagio di una regione con trecentomila disoccupati. Basta con gli slogan – ha proseguito Abramo – e partiamo da Lamezia, posto baricentrico per dire, con il cuore, che vinceremo insieme questa battaglia”. “Ci hanno detto che abbiamo fretta nel candidare Mario Occhiuto alla Presidenza della Regione Calabria ma in realtà siamo in ritardo, perché questa regione è in asfissia”. E’ quanto afferma, la coordinatrice calabrese di Forza Italia, Jole Santelli. “Non ci interessa il potere – ha detto Santelli – né ci soffermiamo sulle legittime manovre elettorali di altri partiti in vista delle europee, ma noi abbiamo offerto il meglio alla Calabria. Sono orgogliosa di rappresentare una Forza Italia unita – ha detto Santelli – che ha un corpo unico e parla un unico linguaggio. Non vogliamo chiuderci nella Cittadella – ha aggiunto ancora Santelli – ma abbiamo bisogno di un architetto che restituisca il senso e il valore del bello alla Calabria. Lo faremo con onesta e trasparenza – conclude – partendo dal rispetto che si deve ai calabresi, sapendo gestire realmente la Regione”.

“Io voglio da subito incontrare le forze sociali, i cittadini, i partiti sui loro territori – ha detto Mario Occhiuto – e decidere su cosa fare. Non voglio imporre progetti, voglio proporre un metodo. Basta con i tavoli di concertazione dove a tracimare sono le parole e i memorandum. Dobbiamo guardarci negli occhi sui territori, non alla Cittadella, e insieme decidere su quali opere strategiche concentrarci.E subito farne progetti con tanto di attori, risorse, finanza di progetto, tempi, controlli e collaudi finali. La politica si fa nei Comuni, con i Comuni, con chi il territorio lo conosce, lo vive e lo ama soprattutto. Certo ho le mie idee sui progetti possibili e con voi le discuteremo. Ma il Governatore della Calabria deve uscire dall’equivoco dell’uomo solo al comando”, è quanto afferma il candidato governatore Mario Occhiuto. “La Regione – prosegue– nei suoi anni di storia ha dimostrato di non essere capace di gestire. Non è nata per gestire, non ha uomini e competenze per farlo. E la politica deve capirlo, deve rassegnarsi. Lo sviluppo locale è fatto dalle imprese, dai Sindaci, dalle associazioni, dai cittadini non dai dirigenti della Regione che aspettano l’agenda delle priorità dagli assessori. Questa strada ci ha portato al disastro. Ed è inutile negarlo. Siamo al disastro. Siamo stati commissariati da tutti e da tutto. Dal Governo e dalla Magistratura. Dall’Europa e dalla ‘ndrangheta. Ma soprattutto dai nostri figli che preferiscono andarsene invece di costruire qui il loro futuro. È a loro che dobbiamo pensare. Non ai voti ruffiani, collusi e inquinati dalla criminalità organizzata per essere riconfermati o eletti. La svolta è dietro l’angolo. Insieme si può. Questo sarà il Mario Occhiuto Governatore, se la Calabria mi onorerà di assegnarmene il ruolo. Un sindaco della Calabria, il governatore dei cittadini per un nuovo orgoglio calabrese. È la svolta buona.“Viva i calabresi! ViVa la calabria!”.

“Se l’Italia è tra i Paesi europei che meno ha investito nel trasporto pubblico con risultati disastrosi nel rapporto tra l’uso dei mezzi privati e quelli pubblici, la Calabria, al solito, è il fanalino di coda. La mappa delle rete ferroviaria nella nostra Regione – ha proseguito – sembra una carta disegnata mezzo secolo fa. Linee a gasolio, lente ed inquinanti, su cui si muovono a singhiozzo pochi treni sporchi e fatiscenti. Percorsi interrotti da tempo immemorabile per frane e altre debolezze strutturali che nessuno ha pensato di mettere a posto. E così Catanzaro e Cosenza non sono collegate via treno! Mentre gli aeroporti di Lamezia e Crotone sono raggiungibili solo con vecchie carrozze a gasolio, una vergogna! Le aziende di trasporto su gomma, poi, in questi anni sono state abbandonate al loro destino. Se mettiamo da parte Reggio Calabria, che come città metropolitana riceve fondi diciamo così speciali, per il resto è il deserto. Sono stati tagliati i chilometri di servizi garanti ai cittadini, solo per risparmiare una manciata di euro, magari sacrificando le esigenze di chi abita in zone disagiate e non ha mezzi alternativi con cui muoversi. Gli autobus sono vecchi, vecchissimi. Da mesi viene annunciato un fantastico piano autobus che stenta a decollare e alla fine si risolverà in una manciata di mezzi nuovi, una goccia nel mare. E le aziende, che dovete saperlo sono comunali ma ricevono i fondi dalla Regione, vantano crediti vecchi di anni ed anni. Ma che fine hanno fatto questi soldi? La Regione che abbiamo in mente noi ripartirà anche da qui, dal trasporto pubblico”, afferma Mario Occhiuto nel suo discorso nella convention di Lamezia Terme.
“Dall’elettrificazione della linea jonica –prosegue– perché quella non è una Calabria di serie B. Da un vero collegamento ferroviario tra Catanzaro, Cosenza e Lamezia Terme, elettrificato e servito da treni moderni e puliti, perché pendolari, turisti e tutti quelli che devono raggiungere l’aeroporto non si mettano a ridere se qualcuno gli propone di lasciare l’auto a casa. Da un rinforzo dei collegamenti tra il Tirreno e lo Jonio, tra Paola e Sibari, e tra Catanzaro e il mare. Ma anche da una battaglia per avere nella nostra Regione la vera alta velocità, perché l’Italia non può finire a Salerno, e collegamenti aerei degni di questo nome, con due punti fermi: prezzi accessibili e voli frequenti. Per gli autobus, beh che dire… servono mezzi nuovi, ecologici e soprattutto ci vuole il coraggio di ripensare l’organizzazione del servizio. Sì, perché oggi per assicurare rendite di posizione, tanto vecchie quanto ingiuste, si buttano a mare i servizi per i cittadini. Ci pensate che a Cosenza e a Rende, che sono ormai una sola città, il trasporto pubblico non è unitario? E che a Lamezia, poi, il trasporto pubblico quasi non c’è, affidato a una multiservizi che di tutto si occupa tranne che di autobus.. Sul lato del trasporto aereo, sarebbe forse opportuno rivendicare per l’aeroporto di Lamezia il 4 hub internazionale ( dopo Venezia, Malpensa e Fiumicino) considerata la posizione di presidio delle rotte per il Mediterraneo. Tale scelta rafforzerebbe il ruolo delle strutture aeroportuali di Crotone e Reggio Calabria proprio come snodi a supporto dell’hub. Deve nascere una nuova stagione poggiata su grandi progetti tematici territoriali e sulla finanza di progetto. Sia chiaro a tutti. Se continuiamo a pensare alla Calabria come sommatoria di programmi emergenziali non andremo mai avanti. Occorre avere il coraggio di puntare su grandi progetti tematici capaci di fare la differenza sui singoli territori. Non è vero che manchino le risorse finanziarie. Le risorse ci sono: solo che le restituiamo al Nord e ai partner europei perché non le spendiamo o le utilizziamo male e in parte”, conclude.

“A Cosenza – ha chiosato – ho dimostrato che opere importanti come il Ponte di Calatrava e il Planetario, che le precedenti amministrazioni avevano nascosto nei cassetti perché non c’erano i soldi, sono improvvisamente diventate cantieri prima e opere consegnate alla cittadinanza subito dopo. Lo stesso deve accadere per la Regione Calabria. Iniziando dalla costituzione di un fondo per lo sviluppo della finanza di progetto e sviluppando altre forme di partenariato pubblico-privato”, afferma Mario Occhiuto. “Attraverso la Fincalabra sarà costituito un fondo finalizzato a sostenere lo sviluppo degli investimenti pubblici utilizzando tecniche di finanziamento degli investimenti anche attraverso il ricorso al partenariato pubblico privato. Pensiamo alla realizzazione degli Stadi piuttosto che ai porti turistici. L’obiettivo è quello di supportare i comuni, impegnati in progetti di rigenerazione urbana e di valorizzazione del patrimonio immobiliare, attraverso il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali e operatori privati. Stesso discorso per le imprese private che necessitano di innovazione per aprirsi ai mercati. È necessario immettere liquidità – con i fondi di rotazione e interventi di private equity da parte della società finanziaria regionale – per consentire alle imprese di puntare su consolidamento delle dimensioni, mitigazione dell’assenza di credito e finanziamento dell’innovazione. All’interno di questo quadro –prosegue– la mia idea è che occorra recuperare il ruolo di soggetto attuatore di misure europee che alcune società in-house della Regione avevano sperimentato con successo qualche anno fa e poi, chissà perché, sparite dalla strategia regionale. E poi, consentitemelo, occorrono azioni di tutela dei prodotti calabresi. Non amo le derive localistiche e le economie chiuse ma che in un Ospedale calabrese si consumino mozzarelle tedesche mi fa prima ridere e poi arrabbiare. Forse un ComproCalabria inteso come promozione di modelli di consumo delle eccellenze locali dobbiamo avere la dignità di immaginarlo. Nessun protezionismo regionale, ci mancherebbe altro. Ma un sano orientamento al rispetto del lavoro dei calabresi mi sembra doveroso. Insomma: la Calabria che produce Calabria“.