Narcotraffico: annullata l’ordinanza di custodia cautelare per Francesco Romano

All’udienza di riesame l’avvocato Giuseppe Bagnato ha contestato il quadro indiziario e cautelare, sostenendo che non vi fossero elementi concreti che potessero dimostrare la partecipazione del suo assistito alle vicende contestate

Il Tribunale del Riesame di Palermo, in accoglimento del ricorso proposto dall’avvocato Giuseppe Bagnato, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Romano, 33 anni di Briatico.

Il giovane era rimasto coinvolto nell’operazione della Dda di Palermo contro esponenti di primo piano della mafia agrigentina, a cui vengono contestati i reati di associazione mafiosa e associazione finalizzata al narcotraffico di stupefacenti.

Le figure chiave dell’inchiesta sarebbero Antonio Massimino, boss di Agrigento, nonché Andrea Puntorno, capo ultras della Juve, coinvolto già in una precedente inchiesta legata al calcio.
In particolare, le indagini hanno ricostruito i rapporti che avrebbe instaurato Massimino con i calabresi, quindi anche con Romano, per la fornitura di sostanze stupefacenti. Al giovane calabrese gli veniva contestato il ruolo di partecipe all’associazione finalizzata al narcotraffico, per aver contribuito al mantenimento e al rafforzamento della stessa attraverso la fornitura di stupefacente del tipo cocaina e ketamina.

All’udienza di riesame l’avvocato Giuseppe Bagnato ha contestato il quadro indiziario e cautelare, sostenendo che non vi fossero elementi concreti che potessero dimostrare la partecipazione del Romano alle vicende contestate.

Il Tribunale del Riesame, ha accolto i rilievi della difesa disponendo la scarcerazione del giovane, che tuttavia rimane detenuto perché destinatario di altra misura cautelare nell’ambito dell’operazione della DDA di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione denominata Rimpiazzo.