Il coraggio delle donne tra parole, musica e pittura al Sistema bibliotecario vibonese

Lo spettacolo della regista Anna Faga è servito per raccogliere fondi per il contrasto alla povertà educativa e l’avvio di laboratori al Sistema Bibliotecario Vibonese

Molte volte pensiamo che il coraggio sia compiere imprese eroiche o straordinarie. In realtà il coraggio ha poco a che fare con l’eroismo. La parola coraggio deriva dal latino “cor”, cuore, e indica la capacità di seguire il proprio cuore. Come fanno le donne. Donne di successo, donne che hanno sofferto, donne che hanno perso o che sono rimaste in silenzio, a loro ha dato voce lo spettacolo Il Coraggio delle Donne, messo in scena nella sala dell’ex chiesa di Santa Chiara a Vibo Valentia. Un racconto, o meglio una serie di racconti, cucito abilmente dalla regista Anna Faga attraverso musica, parole e pittura, per ricordare alle donne il loro coraggio, quel coraggio che le guida in ogni atto della loro vita.

Così è la vicenda umana ed artistica di Artemisia Gentileschi ad aprire lo spettacolo, con un monologo di Carla Menaldo, recitato da Giulia Zara. La storia di una donna pittrice del XVII secolo che accusava di stupro un uomo, e Roma tutta, scandalizzata, guardava a bocca aperta questa bellissima ragazza che veniva continuamente condotta a testimoniare. Artemisia accusava, lui negava. Lei fornì la prova che l’aveva violentata, per poi prometterle di sposarla. Quello che però Artemisia non sapeva era che Tassi era già sposato e che l’avrebbe fatta passare per una prostituta. La conseguenza fu che Artemisia venne ostracizzata dal padre e dai fratelli, venne presa in giro, derisa, ma rimase salda nel sostenere la sua tesi.
Subito dopo Fernando La Rocca ha declamato la toccante ed emozionante poesia Lettera alla Madre del grande Quasimodo. Madre Courage di Berltolt Brecht, a seguire ha portato in scena il dramma della guerra. Anna Fierling, madre di tre figli, cerca di guadagnarsi da vivere seguendo gli eserciti cattolici e protestanti, vendendo ai soldati merce di tutti i generi. Visto che i soldati in quei tempi duri sono le uniche persone che hanno i soldi per comprare le sue cose la guerra le porta buoni affari. Ma la guerra le porta via anche i suoi tre figli, lasciandola sola. Non poteva mancare Edoardo de Filippo e la sua Filumena Marturano in un monologo recitato da Pina Virgillo.

Abbiamo detto delle parole, adesso passiamo alla musica, eseguita con il flauto e il piano dai maestri Giuseppe e Andrea Massaria, che hanno suonato La vie en Rose, Salut d’amour, Love story e Can you feel the love tonight. Mentre per la pittura, hanno fatto da scenografia alcuni quadri della scuola di Rosa Malerba, autrici Angela Bassoni e Maria Iannazzo. A parte quelli citati, ecco gli altri protagonisti dello spettacolo: Angelica Genco, Celine Nieuwenhuizen, Cesare Santese, Giuseppe Genco, Gloria Destito, Marilina Raspone, Mimma Cimato, Rosa Gargano.
“La grande passione per il teatro e per l’arte – spiega Anna Fagà – ci ha spinto a mettere insieme uno spettacolo dedicato alle donne, ma non per le donne soltanto. Questa serata ci è servita anche per raccogliere fondi perchè abbiamo voluto fare qualcosa di più coinvolgente nel sociale. Grazie alla collaborazione del Sistema Bibliotecario Vibonese, abbiamo avviato dei laboratori per il contrasto alla povertà educativa, tra cui quelli di lettura e di inglese”.