Natuzza, oltre 10 mila persone a Paravati. Il vescovo: “Primo passo verso il traguardo della beatificazione”

Al termine della celebrazione si è insediato e ha giurato il tribunale diocesano. Ecco come da chi è composto

Una immensa folla di fedeli, oltre diecimila, hanno assistito dal vivo nella spianata della Villa della Gioia di Paravati alla celebrazione che ha sancito l’avvio della causa di beatificazione di Natuzza Evolo, la mistica morta in odore di santità proprio dieci anni fa, il primo novembre del 2009, nel giorno di Ognissanti.

L’omelia del vescovo. Momento centrale della celebrazione, l’omelia del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera e Tropea monsignor Luigi Renzo che, affiancato da cinque vescovi e oltre cento sacerdoti, ha spiegato le tappe del processo di beatificazione sottolineando che una volta conclusa la fase diocesana la parola e gli atti passeranno al Vaticano. «Solo allora, quando arriverà il decreto del Papa di riconoscimento delle sue virtù eroiche – ha rimarcato – potremo parlare della venerabilità della nostra mistica. Prima non è consentito alcun segno di pubblica venerabilità. Il farlo potrebbe essere rischioso per l’esito stesso della causa. Oggi quindi non dichiariamo Natuzza beata, ma poniamo i primi passi verso il traguardo. Intanto quel che conta è partire ed è significativo che questo avvenga in tempo di Quaresima, un tempo che in vita ha segnato particolarmente la carne di Natuzza, fino ad una quasi sua immedesimazione col crocifisso».

Il tribunale diocesano Toccante la testimonianza di uno dei cinque figli di Natuzza Evolo, Antonio Nicolace che ha preceduto l’atto di insediamento e il giuramento del tribunale diocesano composto dal delegato episcopale don Francesco Vardè, dal promotore di giustizia monsignor Saverio Di Bella, dal notaio attuario don Francesco Sicari e dal notaio aggiunto Francesco Reda.