Tocca anche Vibo Valentia l'operazione antidroga messa a segno questa mattina dalla polizia di Catania e denominata "Capricornus". Tra i calabresi coinvolti nell'inchiesta ci sono infatti anche due vibonesi destinatari di una delle dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Vincenzo Lo Gatto 38 anni e di Domenico Prestia 49 anni, entrambi di Vibo, già noti alle forze dell'ordine.

La rete di approvvigionamento. L'attività investigativa è stata effettuata nell'arco temporale ottobre 2015 - giugno 2016, dalla quale è emersa l’esistenza di due distinti gruppi dediti all'attività di traffico di stupefacenti: nello specifico tutto ruotava attorno alle figura del pregiudicato Carmelo Scilio. La struttura organizzata dallo Scilio,al quale è contestato il ruolo di promotore e organizzatore, costituiva una vera e propria associazione caratterizzata da un’attività stabile e continuativa con fornitori e acquirenti abituali. Carmelo Scilio agiva grazie alla collaborazione di Davide Marchese, Antonio Mangano e Gaetano Coppola, i quali si occupavano materialmente di prelevare la sostanza stupefacente dall'abitazione di Carmelo Scilio e distribuirla al dettaglio ai vari acquirenti del gruppo. Secondo quanto emerso dalle indagini l'organizzazione smantellata dalla polizia faceva affidamento sulle forniture di cocaina garantite per il trasporto e recapito dai due vibonesi Vincenzo Lo Gatto e Domenico Prestia, per conto di altri fornitori calabresi non ancora identificati durante le attività di indagine.

I rapporti con i calabresi. Per la marijuana, Carmelo Scilio faceva stabile riferimento all’area palermitana, prendendo contatti con i fornitori di Partinico, Salvatore Minore e Salvatore De Simone. Dalle intercettazioni è emerso che Carmelo Scilio vendeva ingenti quantità di marijuana a Mario Narduzzi e Alessandro Tomaselli, talvolta acquistata su commissione dai fornitori del palermitano. Il trasporto dello stupefacente era organizzato da Gaetano Coppola e Davide Marchese avvalendosi di un corriere che da Partinico, giungeva a Catania direttamente a casa di Carmelo Scilio.
Le indagini svolte nei confronti di Salvatore Anastasi, del figlio Massimiliano, di Gaetano Mirabella e di suo figlio Giovanni Mirabella, hanno fatto emergere che il rifornimento di cocaina era garantito dai fratelli calabresi Domenico e Francesco Mammoliti, dell’omonima cosca intesa “Fischiante”, presente nel territorio di San Luca in provincia di Reggio Calabria. Le consegne venivano affidate, dai fratelli Mammoliti, ai corrieri Domenico Pellegrino, Vincenzo Scarfone e Giuseppe Cardaciotto, anch'essi calabresi. Gli arrestati sono stati associati presso la Casa circondariale di Catania - Bicocca e piazza Lanza, Roma, Locri, e Vibo Valentia. Alla fase esecutiva ha partecipato personale delle squadre mobili di Roma, Palermo, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Trapani.

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