Capodoglio spiaggiato era una mamma: in pancia un feto e 22 kg di plastica

L’autopsia del cetaceo rivela un incredibile accumulo di reti, lenze, buste e piatti di plastica. Il ministro Costa: presto ddl #SalvaMare

Era una mamma, il capodoglio trovato spiaggiato venerdì scorso a Cala Romantica, vicino a Porto Cervo. Lunga 8 metri, portava in grembo un feto di poco più di due metri e mezzo, già morto e in parziale decomposizione.

Lo stomaco di questo esemplare femmina di capodoglio era pieno di plastica, diversi chili (22 secondo il ministro dell’Ambiente Sergio COsta): reti, lenze, piatti di plasticacorrugatiLuca Bittau, biologo della onlus SeaMe Sardinia che ha partecipato alle operazioni di recupero della carcassa, spiega: “C’erano addirittura sacchetti dov’è ancora possibile leggere il codice a barre. Siamo rimasti sgomenti. Rappresenta un monito per quanto stiamo facendo a questi animali, al nostro mare e a noi stessi”.

La terribile fine del cetaceo è stata ricostruita ad Arzachena, in Gallura, dove nel fine settimana i veterinari dell’Istituto zooprofilattico di Sassari e della facoltà di veterinaria di Padova hanno effettuato la necroscopia. La presenza del mammifero marino era stata segnalata venerdì mattina, 28 marzo, all’ufficio locale marittimo di Porto Cervo. I militari arrivati sul posto avevano constatato che il capodoglio era già morto. Il comune di Arzachena è uno dei comuni costieri che ha sottoscritto l’accordo Pelagos per il Santuario dei cetacei, zona marina di 87.500 chilometri quadrati condivisa fra Italia, Principato di Monaco e Francia per la protezione dei mammiferi marini.

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