“Lande desolate”, la Cassazione annulla senza rinvio obbligo di dimora per Oliverio

Il provvedimento era stato emesso dal gip su richiesta della Procura di Catanzaro per abuso d’ufficio

La Corte di Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora nel comune di residenza cui era sottoposto dal 17 dicembre scorso il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Il provvedimento era stato emesso dal gip su richiesta della Procura di Catanzaro per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate” per presunte irregolarità in due appalti gestiti dalla Regione per la realizzazione della sciovia di Lorica e dell’aviosuperficie di Scalea. Da domani il governatore sarà già a lavoro nella Cittadella. Una decisione, quella dei giudici della Corte di Cassazione che annulla i verdetti precedenti. Oliverio torna in corsa su tutti i fronti.




“Finisce un troppo lungo periodo in cui la Calabria è stata ingiustamente limitata della guida politica democraticamente eletta. A Mario Oliverio nessuno potrà togliere le amarezze vissute in questo periodo, compensate parzialmente dalla consapevolezza della totalità dei calabresi della integrità morale del Presidente”. Commenta così il capogruppo in consiglio regionale di Democratici e Progressisti Giuseppe Giudiceandrea il provvedimento della Cassazione che annulla l’obbligo di dimora nei confronti del presidente della giunta regionale della Calabria Mario Oliverio.

“Sia questo un momento di rilancio – continua Giudiceandrea – per portare a termine le migliaia di cose messe in cantiere per la nostra regione ed approssimarsi con rinnovato vigore alla tornata elettorale delle europee prima e delle regionali poi. Consentitemi, inoltre, una considerazione personale su questa vicenda: ho un rispetto profondo della magistratura, sacro, ma allo stesso tempo non ho dubitato mai, neanche per un minuto, dell’operato di Mario Oliverio. Il Presidente potrà dimostrare la bontà del suo operato lì dove i calabresi lo hanno voluto. È dalla Cittadella regionale che dimostrerà a tutti di aver agito sempre nella massima trasparenza e con un alto senso dell’istituzione che rappresenta”.