Comune di Pizzo, i precari sul piede di guerra: contrattualizzati oltre il tempo massimo

Il segretario interprovinciale Uiltemp Catanzaro-Vibo Valentia Luca Muzzupappa: “Ad aggravare la situazione, il forte ritardo nella corresponsione delle mensilità dovuta, pare, proprio all’esigenza da parte dello stesso Ente di capire meglio come muoversi”,

Sono fortemente preoccupati i circa 50 lavoratori ex Lsu-Lpu del Comune di Pizzo per la procedura che l’amministrazione comunale ha inteso adottare in merito alla proroga della contrattualizzazione.
“Infatti – riferisce Luca Muzzopappa, segretario interprovinciale Uiltemp Catanzaro-Vibo Valentia – con determina n. 14 del 14 febbraio scorso, la Giunta ha intrapreso una procedura che si discosta fortemente dalle linee guida ministeriali e regionali e dalle tempistiche stabilite. In effetti, per gli enti in dissesto, predissesto o riequilibrio finanziario, era previsto il passaggio autorizzativo della sottoscrizione dei contratti attraverso la Cosfel, la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, cui circa 70 enti calabresi si sono dovuti sottoporre, tra cui lo stesso Comune napitino. Tale autorizzazione è stata concessa già il 29 gennaio, per cui da quella data, tutti gli enti hanno iniziato adottato i conseguenti atti amministrativi e far a sottoscrivere i contratti ai lavoratori da giorno 1 febbraio al 30 aprile 2019”.

Ebbene, tutti gli enti, tranne Pizzo che, invece, sta facendo decorrere i contratti da giorno 15 febbraio al 15 aprile, decurtando così i contratti di un mese.

La contrattualizzazione. “Un mese che – ha aggiunto Muzzupappa – oltre alle ricadute economiche e contributive dei lavoratori, potrebbe incidere anche sul loro status giuridico, visto la rigidità che i Ministeri del Lavoro e della Funzione pubblica richiedono in tema di continuità contrattuale. La legge finanziaria, infatti, per i precari calabresi ha stabilito la possibilità di prorogare i contratti, non di produrne di nuovi. Una interruzione in questo processo potrebbe, quindi, precludere adempimenti successivi”.

Alla luce di ciò e di come gli altri Comuni calabresi hanno operato, la decisione dell’amministrazione comunale di Pizzo, a dire di Muzzupappa ,  non può che “destare forti perplessità poiché si espone a rischi che non possiamo permetterci, soprattutto dopo le battaglie da cui sono reduci gli ex Lsu/Lpu calabresi che, nel dicembre scorso hanno dato vita a forti mobilitazioni sul territorio calabrese che si sono concluse con un presidio a Roma, sostenuto dal sindacato confederale”.

I dettagli. Quindi, scende nei dettagli: “Le organizzazioni sindacali hanno esplicitato più volte le perplessità su tanti aspetti della delibera 14 e su come l’amministrazione sta procedendo. Sia nelle interlocuzioni dirette che formali, abbiamo chiesto un incontro per discutere i termini dei contratti, il fatto che ancora, a circa un mese di distanza dall’adozione dell’atto amministrativo non tutti i lavoratori li abbiano sottoscritti, il modo con cui l’amministrazione stia utilizzando i fondi dati dalla Regione per gli istituti contrattuali del 2019, se vi siano residui del 2018 in ordine alle tredicesime anche non erogate, ma al momento non vi è stata una apertura al dialogo”.

Ritardi nei pagamenti. Ad aggravare la situazione, il forte ritardo nella corresponsione delle mensilità dovuta, pare, proprio all’esigenza da parte dello stesso Ente di capire meglio come muoversi, per cui, “ancora oggi i lavoratori impegnati negli uffici, nella manutenzione, nei servizi di vigilanza etc, hanno percepito una sola mensilità, senza sapere quando percepiranno lo prossima. Le ricadute di scelte unilaterali dell’Ente – sottolinea il sindacalista -, senza l’attivazione dei canali di concertazione sindacali, stanno mettendo i lavoratori in forte disagio, incidendo negativamente sul clima lavorativo. Contiamo quindi, che l’Amministrazione ripensi le scelte fatte e apra un tavolo di discussione rasserenate dove sia possibile trovare soluzioni costruttive e condivise.”