“Bimbi maltrattati e terrorizzati” in scuola del Vibonese, le immagini shock delle maestre “manesche” (VIDEO)

Maltrattavano i piccoli alunni della prima elementare. I carabinieri hanno registrato tutto e notificato nei confronti di due insegnanti l’obbligo di dimora. Ecco le accuse contestate

Bimbi di appena sei anni presi a schiaffi, colpiti con quaderni, tirati dalle orecchie, minacciati e insultati in un clima di generale intimidazione e soggezione. E’ quanto avrebbero documentato i carabinieri della Compagnia di Tropea in una scuola primaria del Vibonese, quella di Zungri, uno dei centri principali dell’altopiano del Poro. Lavorano in questo istituto le due maestre alle quali questa mattina è stata notificata un’ordinanza cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Alle due insegnanti viene contestato il reato di maltrattamenti posto in essere nei confronti dei piccoli alunni della prima elementare.




L’origine dell’inchiesta. Il provvedimento adottato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della locale Procura trae origine da un’indagine portata avanti dai carabinieri della Stazione di Zungri alla quale si erano rivolte alcune madri degli alunni che avrebbero subito i maltrattamenti. Le dichiarazioni dei genitori hanno indotto gli investigatori dell’Arma ad approfondire l’indagine con gli opportuni riscontri. Così nell’aula teatro delle presunte violenze verbali e fisiche sono state piazzata delle microspie che hanno documentato il comportamento delle insegnanti durante le ore di lazione.

Filmate in aula. I militari hanno potuto documentare minuziosamente come le insegnanti – due donne di 65 e 51 anni – facessero sistematicamente ricorso alla violenza fisica e psicologica nei confronti degli scolari di giovanissima età. Violenza che si concretizzava nell’utilizzo di urla, minacce, insulti e percosse. Uno scenario inquietante di intimidazioni con accuse gravissime alle quali le due maestre dovranno ora rispondere. I magistrati che hanno adottato nei loro confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, hanno infatti ritenuto il comportamento delle insegnanti non solo indifferente ai compiti educativi a loro demandati ma anche avulso dai comuni principi di educazione e buon senso.