San Ferdinando, smantellata la baraccopoli. Il prefetto Di Bari: “Tutto secondo i piani”

Sono iniziate le operazioni di smantellamento in esecuzione dell’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco, Andrea Tripodi, dopo l’incendio di metà febbraio costato la vita a un giovane africano

Un escavatore del genio guastatori dell’Esercito ha fatto ingresso nel campo – precedentemente bonificato dall’amianto – ed ha iniziato a demolire le prime baracche. Sono iniziate così le operazioni di abbattimento della baraccopoli di San Ferdinando. Operazioni che si svolgono sotto il controllo delle forze dell’ordine e sono seguite dall’alto da un elicottero della Polizia di Stato.

Ruspe in azione. Lo sgombero si sta svolgendo nella massima tranquillità e senza problemi di ordine pubblico. Non ci sono infatti segnali di tensione. I migranti che ancora vivevano nell’accampamento stanno lasciando la struttura con le loro cose, dirette ai pullman – ve ne sono 18 – per essere trasferiti nei centri Cas e Sprar della Calabria. “Per ogni migrante – ha detto il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari – abbiamo stabilito un posto dove andare, in parte nella nuova tendopoli, nella maggior parte nei Cas e negli Sprar. L’obiettivo più importante, cioè di superare la baraccopoli, un’idea evocata da tanti, si sta pacificamente e serenamente realizzando. Questo è sotto gli occhi di tutti”. Nella baraccopoli sono in corso i controlli per verificare che nessuno sia ancora presente nelle vecchie strutture fatiscenti che per anni hanno ospitato anche 3000 migranti alla volta. Squadre speciali stanno inoltre accertando la presenza di amianto per rimuoverlo prima dell’inizio dell’opera di demolizione. I migranti sgomberati dalla baraccopoli di San Ferdinando saranno ricollocati in Calabria. Rispondendo alle domande dei cronisti, il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, ha affermato: “Credo che dai numeri che abbiamo fino a questo momento posso dire che e’ probabile che tutti saranno collocati in Calabria. I numeri si aggirano tra i 6 e i 700”.




L’importanza dei migranti. “Questo è un primo passo che doveva essere compiuto per porre fine a un degrado ormai inaccettabile. Adesso si aprono nuovi problemi ed è necessario affrontarli collettivamente e alla luce di provvedimenti che devono esserci rispetto a questo fenomeno nuovo e epocale che insiste sul nostro territorio”. Lo dice all’AGI Andrea Tripodi, sindaco di San Ferdinando, in merito all’avvio dello smantellamento della baraccopoli. Tripodi sottolinea l’importanza del lavoro dei migranti nei campi della Piana di Gioia Tauro: “E’ necessario – dice predisporre tutte le condizioni e le politiche sociali necessarie per dare un’accoglienza dignitosa e civile a questi ragazzi che vengono qui per lavorare e che costituiscono la base portante della nostra economia”.

Non ad un’altra baraccopoli. La prefettura di Reggio Calabria è al lavoro per scongiurare, dopo lo sgombero della baraccopoli di San Ferdinando, che se ne formi un’altra in occasione della prossima stagione agrumicola. “Per la settimana prossima – ha dichiarato il prefetto – ho già convocato una riunione in prefettura perché quelle misure che abbiamo invocato, anche con la Regione e la Città Metropolitana che ringrazio, quanto prima possano essere attuate”.
Molti dei migranti che occupavano la baraccopoli si erano allontanati volontariamente già nei giorni scorsi. Una circostanza confermata dallo stesso prefetto. “Molti – spiega Di Bari – stanno andando via. La campagna agrumicola si è conclusa. Molti migranti stavano qui solo per un alloggio di fortuna ma andavano a lavorare altrove, quindi molti, attraverso la nostra mediazione, hanno deciso spontaneamente di lasciare questo “non luogo” per recarsi nei luoghi di lavoro che in genere sono in Puglia o in Piemonte”.

Salvini e l’Usb. “Come promesso, dopo anni di chiacchiere degli altri, noi passiamo dalle parole ai fatti”, ha commentato dal canto suo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Critici invece il Coordinamento Lavoro Agricolo Usb e la federazione calabrese Usb. “Il gran giorno dello sgombero della baraccopoli di San Ferdinando è arrivato – scrivono in una nota -. Presto sarà un giorno come tanti altri: non avrà prodotto soluzioni credibili né stabili, però sarà servito ad allestire il grande circo con centinaia di agenti, ruspe, vigili del fuoco, decine e decine di operatori, fotografi e giornalisti, utile soltanto per le esigenze della propaganda salviniana”.

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