Musei e aree archeologiche, accessibilità ed inclusione: se ne discute al Sistema bibliotecario vibonese

“L’iniziativa – afferma il direttore scientifico del Sbv Gilberto Floriani – vuole rappresentare un momento di riflessione sui temi dell’accessibilità, della comunicazione, del linguaggio e sull’applicazione delle tecnologie”

“Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”: recita così la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 all’ art. 27.1, e proprio da tale articolo, redatto più di 70 anni fa ma incredibilmente attuale, prenderà le mosse l’incontro dal titolo “Musei e aree archeologiche calabresi. Accessibilità e inclusione”, in programma per mercoledì 6 marzo al Sistema Bibliotecario Vibonese.

“L’iniziativa – afferma Gilberto, Direttore scientifico del Sistema Bibliotecario Vibonese – vuole rappresentare un momento di riflessione sui temi dell’accessibilità, della comunicazione, del linguaggio e sull’applicazione delle tecnologie che offrono grandi opportunità per la diffusione ed il consolidamento di strategie sempre più presenti nelle nostre vite. Un modo questo per scardinare la convinzione, molto radicata fino a poco tempo fa, che i luoghi della cultura, proprio perché preziosi, non potessero essere fruibili da tutti. Saper comunicare, trasmettere informazioni chiare e corrette, significa accompagnare ciascun visitatore del nostro patrimonio nel percorso di conoscenza, poiché non esiste accessibilità senza comunicazione”.

L’accessibilità, dunque, quale presupposto fondamentale per un dibattito necessario su un concetto reale e tangibile: ognuno di noi è diverso dall’altro, ognuno di noi ha abilità diverse, ed in virtù di ciò si deve pensare e progettare per tutti, facendo propria l’idea che “la diversità costituisce una risorsa” al contrario dell’omologazione; quindi assicurare piena accessibilità al patrimonio culturale, tenendo conto non solo delle persone con disabilità, ma delle esigenze di tutti i cittadini come ad esempio,dato il forte cambiamento demografico della nostra società, delle persone anziane.

“Se veramente si vuole conferire al patrimonio culturale un ruolo sociale – prosegue Floriani – non si possono non coinvolgere attivamente i numerosi tipi di Pubblici, rendendoli più partecipi delle dinamiche politiche e sociali, ascoltandoli e dando loro voce. Un processo delicato e non privo di ostacoli quindi, su cui ci si interroga e i cui confini devono essere riconosciuti e marcati per capire fin dove è possibile spingersi”.

La fattibilità concreta ed economica di tale progetto è dimostrata da molte buone prassi tra cui l’Access City Award europeo (il premio europeo per le città a misura di disabili); inoltre, nel panorama delle metodologie di comunicazione e abbattimento delle barriere sensoriali oggi presenti in Calabria sono già attivi e costituiscono un ottimo modello a cui ispirarsi i progetti Touch, Feel, Think del Museo di Rosarno-Medma, i Serious Games, App. Teatro greco-romano dell’antica Lokroi, l’App. Colora Ercole e le 12 fatiche, l’App. Progetto Pinakes disponibile su monitor touch del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e la sua Videoguida LIS per l’abbattimento delle barriere sensoriali dell’udito.

“Musei e aree archeologiche calabresi. Accessibilità e inclusione” è un’iniziativa promossa dalla Senatrice del Movimento 5 Stelle Margherita Corrado, e vedrà la partecipazione di diversi esperti del settore della comunicazione e delle arti; saranno presenti FRANCO PRAMPOLINI (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria – Dipartimento PAU), ROSANNA PESCE (digi.Art Servizi Digitali), GIUSEPPE MUSICO’ (digi.Art Servizi Digitali), GILBERTO FLORIANI (Direttore scientifico SBV) e MARIA D’ANDREA (Archeologa).