‘Ndrangheta a Lamezia, il matrimonio “estorsivo” del boss Giampà: “Costretti a mettere in busta 500 euro”

Il figlio del “Professore” avrebbe intascato circa 500 mila euro di “donazioni” dal suo matrimonio. Regali non propriamente fatti con piacere

Un matrimonio in odor di ‘ndrangheta tra lusso e sfarzosi veicoli che sarebbe fruttato agli sposi un cospicuo quantitativo di denaro, circa 500mila euro. Soldi provenienti dai “regali” ricevuti dagli imprenditori e commercianti presenti alle nozze che si sarebbero sentiti in dovere di elargire come dono 500 euro  a testa. E’ quanto emerso nell’udienza del processo “Piana” nei confronti degli imprenditori Gallo e Cianflone, ritenuti dagli inquirenti affiliati alla cosca Giampà.




Il matrimonio del boss. Il matrimonio in questione ha come protagonista, in veste di sposo, Giuseppe Giampà, figlio del “Professore”e capo della cosca, divenuto, successivamente all’arresto, collaboratore di giustizia.  Una celebrazione  particolarmente sfarzosa quella di Giampà al quale avrebbero partecipato  numerosi invitati e che avrebbe visto l’utilizzo di due Ferrari Modena 360 per i futuri sposi.  A raccontare i particolari di queste nozze  lo stesso Gallo che, riferendosi a quel giorno, ha dichiarato:”Se mi aveva invitato, dovevo andare” specificando anche di essere stato al tavolo con altri quattro imprenditori, tutti lametini. Un invito a cui non sarebbe stato meglio sottrarsi,  quello fatto da Giuseppe Giampà. Racconta Gallo: “Per il quieto vivere, dopo un rifiuto poteva scaturire qualsiasi cosa”. “Non è che vai felice ad un matrimonio di questi” ha quindi puntualizzato. La difesa,  nel corso dell’udienza, ha poi sottoposto  ai testimoni delle foto raffiguranti i partecipanti al matrimonio tra le quali, oltre ad individuare loro stessi, hanno riconosciuto tanti altri imprenditori lametini. “Con alcuni di questi ci siamo anche messi d’accordo se andare e quanto mettere poi nella busta” afferma ancora il teste.  .

Soldi “donati” “Parlando con altri imprenditori, che erano stati anche loro invitati, abbiamo pensato che sicuro era per avere le buste”. L’importo accordato sarebbe stato di circa 500 euro a testa: “Non è che ci potevi mettere 100 euro come un normale cittadino” ha precisato Gallo. Secondo l’imputato che ha testimoniato in aula su questa circostanza, a quel matrimonio avevano partecipato oltre 100 imprenditori.  Un matrimonio che avrebbe anche aiutato la cosca a rimpinguare le proprie tasche ottenendo 500mila euro di “donazioni” non propriamente spontanee. Il processo è stato poi rinviato per la discussione al prossimo 7 maggio. (f.t.).