Operazione “Vibo Poker Texas”, Bonavena precisa: “Non era un bisca e chiarirò la mia posizione”

L’ex campione europeo ha tranquillizzato amici e fan dopo l’accusa di “esercizio aggravato d’azzardo” nell’ambito del blitz condotto da carabinieri e finanza

L’ex campione europeo di poker, il vibonese Salvatore Bonavena rompe il silenzio e dopo la denuncia per “esercizio aggravato d’azzardo” scrive a Zoom24 per fare delle precisazioni sull’operazione “Vibo Poker Texas” che lo ha visto coinvolto insieme ad altre otto persone. L’ex campione europeo di poker si è detto sicuro di poter chiarire presto la sua situazione e di avere fiducia nella magistratura. “Il Bellaggio poker club – ha spiegato Bonavena – è un circolo ricreativo e sportivo all’interno del quale si praticano i più disparati giochi: dal biliardo alle freccette o giochi di carte, compreso il poker texas holdem, la cui connotazione sportiva costituisce ormai una caratteristica riconosciuta tanto che per dare clamore alla vicenda sono stati riconosciuti i miei successi internazionali riportati dalla stampa sportiva nazionale”.

Quel circolo non è una bisca. Bonavena, legale rappresentante del Bellaggio poker club, ha smentito la presenza di vedette e sentinelle così come emerso dai vari resoconti giornalistici. “Il locale – ha precisato – era chiuso a chiave come è solito fare dato che l’ingresso è riservato ai soli soci. All’interno del locale vi erano diverse persone alcune delle quali impegnate in un torneo di poker texas holdem nell’assoluta convinzione di svolgere una attività lecita per come avviene in tutte le parti d’Italia”. Bonavena chiarisce che le forze di polizia intervenute hanno ritenuto che l’attività andasse configurata come penalmente rilevante provvedendo al sequestro del locale e del denaro presente. “Ho fiducia che la magistratura saprà dare una risposta definitiva sulla configurabilità o meno del reato di gioco d’azzardo nella pratica del poker texas holdem ma sento la necessità di precisare che è stata fuorviante e inappropriata la definizione di bisca e soprattutto il richiamo alla presenza di persone legate alla criminalità organizzata. Per statuto sono ammessi come soci soltanto persone che dichiarano di non aver subito condanne e non sono sottoposte a procedimenti penali”.

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