La maledizione della provinciale 17 “Vibo-Tropea”, la strada della morte adornata di fiori e lapidi

L’incidente nel quale ha perso la vita un 42enne, nei pressi del bivio per Zungri, è l’ultimo di una tragica serie su una delle arterie più pericolose d’Italia

Una strada lastricata di morti. Trenta chilometri di asfalto che separano Vibo Valentia a Tropea che continuano a provocare lutti . Non c’è tratto della citata “maledetta” carreggiata che non sia “adornato” da fiori e lapidi.

Ma ormai non c’è giorno in cui l’autoambulanza o i vigili del fuoco non debbano intervenire per soccorrere persone o estrarre corpi esanimi dalle lamiere delle vetture. Oppure sovente si deve far ricorso all’elisoccorso, come è successo ieri (martedì 12 febbraio) allorché a seguito di un impatto tra una furgoncino e un’auto è deceduto un 42enne di Tropea. Ma la scia di sangue è purtroppo lunga. Il 22 di maggio scorso al bivio di Rombiolo a perdere la vita è stato un ragazzo di Pernocari, Antonio Arena, che ha cappottato con la sua automobile mentre rientrava a casa. Il 16 aprile la cattiva sorte ha bussato alle porte dell’infermiere di 59 anni originario di Nicotera Salvatore Montesanto . Poi la coppia di anziani di San Calogero che sono andati a sbattere contro dei mezzi parcheggiati ai bordi della corsia (la signora è deceduta dopo diversi giorni di agonia), il ciclista schiantatosi contro un furgoncino. L’elenco sarebbe interminabile e potrebbe essere fatto risalire agli ultimi 20 anni. Tanti morti. Troppi.




Le cause sono molteplici: intanto la provinciale 17 è una strada a scorrimento veloce e perciò gli automobilisti sono portati a mantenere una velocità elevata, poi ci sono troppe curve. Quindi, sovente, soprattutto in inverno e alle prime luci dell’alba l’asse viario in questione è avvolto dalla fitta nebbia che pregiudica la visibilità.

Forse manca un adeguato sistema di controllo da parte delle forze dell’ordine e delle varie polizie municipali o una segnaletica orizzontale o verticale appropriata. In ogni caso, serve intervenire al più presto per mettere la strada provinciale 17, una volta per tutte, in sicurezza. Prima che il bilancio delle vittime si allunghi ancora di più. Innanzitutto la Provincia, essendo l’infrastruttura di sua competenza, dovrebbe fare qualcosa. Non si possono lasciare sulla carreggiata delle buche profonde quanto un cratere.