L’ex sindaco di Vibo, Elio Costa: “Quello che la città dovrebbe sapere”

Non tutto è da buttare per l’ex primo cittadino che smentisce le voci di una possibile ricandidatura e spiega: “Lascio in cassa 14 milioni di euro e una serie di progetti che rischiano di non trasformarsi in realtà per colpa del senatore Mangialavori”

Elio Costa torna a parlare e lo fa con numeri e delibere alla mano. Si rivolge idealmente alla città e ai cittadini nel tentativo di smentire luoghi comuni e di rendere conto del lavoro svolto nell’arco di questi anni a palazzo “Luigi Razza”. “Da sindaco – dice – ho dato tutto me stesso lavorando per dodici ore al giorno per cambiare in meglio questa città”. Il suo rammarico più grande è quello di non essere andato fino in fondo, di non aver completato un progetto avviato nel giugno del 2015 e che avrebbe dovuto concludersi nel 2020.

Le casse del Comune.Il suo resoconto parte proprio dall’inizio del suo mandato. Siamo nel giugno 2015. Vibo è un Comune in default, alle prese con l’emergenza rifiuti e lo sciopero dei netturbini. In un clima di grande tensione Elio Costa diventa sindaco per la seconda volta e si insedia a palazzo “Luigi Razza” tra l’entusiasmo generale. “Ho iniziato ad amministrare la città con un dissesto finanziario di 30 milioni di euro, con zero euro in cassa e 22 milioni e 600 mila euro di fondi vincolati da recuperare. Vado via – dichiara – lasciando 14 milioni di euro e dopo aver ricostituito fondi vincolati per 10 milioni e 411 mila euro”.




Spazzatura e differenziata. Costa si sofferma sull’altra grande emergenza ereditata dalle amministrazioni precedenti: i rifiuti. “Un’emergenza che siamo riusciti a superare facendo passare la differenziata dal 3% al 51%. Questo è l’ultimo dato a mia disposizione che si riferisce al dicembre del 2018”. L’ex sindaco ha seguito lungo la sua azione amministrativa tre direttrici fondamentali: risparmiare quanto più possibile tagliando sprechi e sperperi, riorganizzare la macchina comunale e garantire i servizi essenziali ai cittadini. “Da quanto mi sono insediato – ricorda – gli stipendi ai dipendenti comunali sono stati sempre pagati e i servizi essenziali regolarmente erogati ai cittadini”.

“Cantiere Vibo”. Costa annuncia che sono in corso di esecuzioni lavori pubblici per oltre 45 milioni di euro e di aver ottenuto finanziamenti per circa 18 milioni di euro per la messa in sicurezza del versante Affaccio, Cancello Rosso ma anche delle frazioni di Piscopio e Triparni, oltre all’ex traccio delle Ferrovie Calabro-Lucane. “E’ stato approvato – aggiunge l’ex primo cittadino – il progetto esecutivo e indetta la gara per la sistemazione del piazzale Capannina a Vibo Marina. Un’opera importante perché una volta completata la messa in sicurezza potrà partire anche il terzo lotto per la riqualificazione del Pennello. I cittadini di Vibo Marina – precisa – devono sapere che grazie all’impegno profuso dal sindaco abbiamo recuperato 11 milioni di euro dei fondi stanziati per l’alluvione del 2006”. Soldi che serviranno – secondo quanto riferito da Costa – al completamento delle barriere soffolte a protezione delle case del Pennello e per la messa in sicurezza dei fossi e del bacino idrico da mare a monte. Le opere pubbliche previste dalla sua amministrazione sono diverse e molte delle quali già programmate: ampliamento dei cimiteri di Vibo e Vena (progetto al vaglio della Sua); pista di atletica leggera in località Maiata (approvato il progetto esecutivo); riqualificazione urbana e messa in sicurezza del mercato generale (6 milioni di euro) con la realizzazione al posto del foro boario di un parco della Biodiversità con struttura da 1.000 metri quadrati destinati ai bambini. Il Mise ha invece stanziato 3 milioni di euro per il mercato rionale di Moderata Durant.

La messa in sicurezza delle scuole. Un altro capitolo è riservato agli immobili scolastici con 18 istituti destinatari di una serie di progetti varati dagli uffici di palazzo “Luigi Razza” e regolarmente finanziati. “Gli ultimi – sottolinea Costa – riguardano la “Vespucci” di Vibo Marina e la Savio di Vibo con l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza. Chi verrà dopo si ritroverà dieci milioni di euro da investire in questo settore”. Punto di orgoglio per Costa è stata la riattivazione della biblioteca comunale: “La precedente amministrazione – ricorda – aveva disposto la vendita. Noi l’abbiamo rimessa in sesto e all’interno abbiamo anche realizzato diversi laboratori. Ho cercato di restituire a Vibo una dignità culturale che nel passato aveva e per farlo sono ripartito dalla riqualificazione di palazzo Gagliardi per una sua migliore utilizzazione”.




La struttura comunale. Il prossimo sindaco dovrà però fare i conti con lo svuotamento degli uffici comunali. Saranno infatti 70 su una pianta organica di 186 persone i dipendenti che andranno in pensione. “Un problema – spiega Costa – che abbiamo già affrontato muovendoci in anticipo e puntando sull’informatizzazione. Siamo stati il primo Comune ad attivare, ad esempio, lo sportello telematico polifunzionale e quello unico per l’edilizia privata. Per la prima volta abbiamo anche bandito la gara per l’assunzione delle categorie protette. Un bando ancora aperto che scadrà il 26 febbraio”.

La stoccata al senatore. Elio Costa si congeda con l’ennesima stoccata al senatore Giuseppe Mangialavori, il “sicario” della sua amministrazione. Non pronuncia mai il suo nome ma il riferimento è chiaro: “Queste cose potevano diventare realtà se un senatore, rendendosi conto della valenza di questa amministrazione, non avesse fatto di tutto per non realizzarle”.