“Soggiorni vacanze in cambio di favori in Regione”, la Procura chiude l’inchiesta: quattro indagati (NOMI)

Avviso di conclusione indagini per l’ex responsabile dell’anti-corruzione della Regione Calabria e per un’imprenditrice turistica del Vibonese. Al centro dell’inchiesta anche un noto villaggio turistico di Ricadi

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiuso le indagini relative all’inchiesta denominata “E’ dovere”. Sale a quattro il numero delle persone indagate. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato infatti notificato all’ex responsabile dell’anti-corruzione della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo, 58 anni, in servizio al Dipartimento Turismo, beni culturali e spettacolo; all’imprenditrice di Ricadi Laura Miceli, 69 anni; al componente della commissione incaricata alla vigilanza in relazione al “Finanziamento di Piani di investimenti produttivi” Antonio Tolomeo, 40 anni, di Catanzaro; e a Deborah Valente, 50 anni, cosentina di nascita, ma residente a Tropea. Sotto accusa è finita anche la Baia d’Ercole con sede a Ricadi, di proprietà di Laura Miceli.

Operazione “E’ dovere”. Nell’ottobre dello scorso anno Maria Gabriella Rizzo e Laura Miceli erano finite ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economica-finanziaria di Catanzaro e coordinata dai sostituti procuratori Graziella Viscomi e Giulia Tramonti. In particolare, all’esito delle attività investigative. Secondo l’accusa la dirigente regionale avrebbe comunicato all’imprenditrice ricadese informazioni non ancora divulgate riferite a bandi non pubblicati fornendo, tra l’altro anche attività “consulenziali”. La Rizzo, anche in incontri informali appositamente organizzati, avrebbe quindi prospettato alla Miceli l’evoluzione delle istruttorie di pubblicazione ed i contenuti di bandi regionali finanziati da fondi comunitari destinati al supporto del settore turistico-alberghiero.




Soggiorni vacanza in cambio di favori. Per gli inquirenti, in un caso, la dirigente regionale si sarebbe personalmente adoperata per “accontentare” la Miceli, bisognosa di avere la liquidazione il prima possibile di un Sal di oltre 130 mila euro. “Siccome – sostiene la Procura – per un errore contenuto in una scheda tecnica l’effettiva liquidazione del Sal da 130 mila scese a 124 mila euro, la Rizzo si sentì in dovere di spiegare alla Miceli che l’errore non era dipeso da lei. A fronte di tali “servigi” la Rizzo, unitamente ai propri famigliari, usufruiva a spese della Miceli di un soggiorno di 5 giorni nel capoluogo toscano, di un soggiorno nel villaggio di Ricadi, nonché beneficiava di diversi pranzi e di varie donazioni di vino”. Secondo l’ipotesi accusatoria a Tolomeo sarebbe stato offerto un incarico professionale quale procuratore della Valentour srl di Deborah Valente, affittuaria di un ramo di azienda, gestore di mero fatto della ditta Baia d’Ercole con sede a Ricadi e professionista incaricato della progettazione. A vario titolo gli indagati (assistiti dagli avvocati Salvatore Staiano, Francesco De Luca, Luigi Sciumbata, Alessio Colistra e Anna Maria Grazia Sodano) devono rispondere corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati dai magistrati titolari del fascicolo e presentare le loro memorie difensive prima che la Procura proceda alla richiesta di rinvio a giudizio.