Calabria: prevenzione e contrasto per attrezzarsi alla guerra contro il cancro

Il cancro, la malattia più longeva della storia, tra deficit sanitari e nuove fasi della ricerca. Calabria deficitaria ma con la volontà di migliorarsi

Speranza e paura, potrebbero essere così spiegate le sensazioni avvertite da migliaia di pazienti che ogni anno ricevono l’infausta diagnosi di cancro. Oggi ricorre la giornata mondiale contro il cancro.

Inizio di una battaglia. Non solo una patologia ma una battaglia, l’inizio di una lotta, la più importante della vita di un essere umano. A dare forza e coraggio è la ricerca che con i grandi successi ottenuti negli ultimi decenni, sempre più, riesce a garantire a percentuali considerevoli di pazienti di poter superare la malattia e riprendere a condurre una vita normale.

I numeri calabresi. La Calabria negli ultimi anni ha avuto numeri importanti di malattie neoplastiche ma le più diffuse sarebbero cinque: colon-retto (1750); seno(1650), polmone (1350); prostata(950) e vescica(900). A cinque anni dalla scoperta del cancro la sopravvivenza in Calabria sarebbe pari al 54% per i soggetti di sesso maschile e al 63% per il sesso femminile.

Fuga dalla Calabria. Numeri, parole, statistiche, importanza della prevenzione ma soprattutto pazienti. Uomini e donne che dal momento della diagnosi in poi iniziano un iter terapeutico ed è proprio in questo momento che la Calabria risulterebbe deficitaria. Molti pazienti infatti si rivolgono ad altre regioni soprattutto per gli interventi chirurgici. La rotta più battuta per i “viaggi della speranza” va dal sud al nord. Sorge spontanea la domanda “Cosa manca alla calabria?” Domande senza risposta o le cui risposte sono talmente scontate da non essere neanche proferite. Spesso si assiste ad interventi eccezionali proprio in questa regione a cui basta nulla per emergere e così poco per eccellere, come testimoniato da svariati articoli di cronaca degli ultimi mesi, una Calabria che si impegna, che tenta di reagire e che però possiede ancora tanti problemi da risolvere. Dietro alle molteplici difficoltà concernenti le strutture ospedaliere, afflitte da costanti tagli e ridimensionamenti, però, ci si dimentica che vi sono loro: i malati, gli stessi che si affidano speranzosi a coloro che divengono i loro angeli, i medici, le figure più significative al momento della battaglia contro il cancro.

Le origini antiche.Fa paura il cancro, è una patologia che paralizza e di cui anche il nome intimorisce e così ci si nasconde dietro alla definizione di “un brutto male”. E’ così chiamato il cancro, la bestia nera che cresce facendosi spazio nei corpi, risucchiando la vita. Molto spesso lo si identifica come la “malattia della società moderna”nella realtà il cancro, come molte altre patologie ha una matrice lontana nel tempo infatti già nei papiri egiziani e in alcuni trattati di medicina risalenti all’antichità si trovano alcuni riferimenti alle patologie neoplastiche.

Prevenzione. Nel corso degli anni si è anche modificato l’approccio alla patologia che è mutato da una visione incentrata soltanto alla cura ad un approccio preventivo che ha comportato l’individuazione dei principali fattori di rischio che determinano la comparsa di un cancro. Esistono due diversi tipi di fattori di rischio che si suddividono in: modificabili (comportamento e ambiente) e non modificabili (età,sesso,patrimonio genetico). Secondo i dati dell’OMS le persone che riceveranno una diagnosi di cancro sono in continuo aumento tanto che si stima che nel 2030 supereranno gli undici milioni questo a causa dell’allungarsi dell’aspettativa di vita media e a una maggiore esposizione a fattori di rischio. Si stima però che circa il 30% dei tumori possa essere prevenuto con comportamenti più salubri e sottoponendosi con regolarità a visite ed esami di screening.

Sensibilizzare i cittadini. Ed è proprio qui che a livello nazionale e anche in Calabria si sono attivate delle iniziative di sensibilizzazione dei pazienti, operate dalle strutture sanitarie che attraverso convegni, incontri, documentazioni informano e coinvolgono i cittadini nelle azioni utili alla prevenzione delle neoplasie. Le azioni fondamentali che le associaizoni mediche, le strutture di prevenzioni e i medici consigliano sono prevalentemente poche e di facile attuazione: una dieta sana, sport, eliminazione di alcolici e tabacco e visite costanti e cadenzate. Una lotta dura quella dei pazienti e delle famiglie, una guerra costituita da battaglie che devono avere come risultato la vita.