Strisce blu a Vibo, sosta a pagamento in tre nuove zone: per il Comune un vero affare

Sosta tariffata pure in via Potiri, di via Filanda, nei pressi dell’ospedale Jazzolino e, soprattutto, di Corso Vittorio Emanuele.

La città continua a tingersi di blu. Il “pennellino” che traccia le strisce a pagamento è tornato in azione nelle scorse settimane. E come preannunciato giorni addietro, il lavoro è stato concluso e la sosta a pagamento è divenuta attiva da ieri anche in altre zone del centro abitato: si tratta di via Potiri, di via Filanda, nei pressi dell’ospedale Jazzolino e, soprattutto, di Corso Vittorio Emanuele. La rabbia dei cittadini e le polemiche sorte in Consiglio comunale, evidentemente non hanno fatto desistere l’amministrazione, tanto che la sosta tariffata da 0,50 centesimi orari è stata estesa ad aree rimastene inizialmente indenni.

La spiegazione non è difficile da individuare e sta negli introiti che sono stati significativi per il Comune, considerata pure la scarsa abitudine ad apporre il talloncino che sta costando decisamente cara agli automobilisti. E se è vero che gli importi delle multe sono risibili, al di sotto di 30 euro mediamente, appare altrettanto innegabile che gli ausiliari del traffico continuano a presidiare le zone delle strisce blu intervenendo con un’intransigenza che rende tanti quattrini alle casse di palazzo Luigi Razza.

Lo scorso anno oltre 13mila multe sono state fatte ai cittadini per il mancato pagamento del parcheggio. E l’affare lo ha fatto e lo continua a fare il Comune, visto che gli introiti delle multe vanno interamente nelle casse dell’Ente, mentre l’impresa che gestisce il tutto deve accontentarsi del 64% dei proventi della sosta delle auto, con palazzo “Luigi Razza” ad incassare anche il restante 36%. Tanto per “dare” qualche numero, solo i versamenti in contanti hanno superato nel 2018 i 200mila euro. Introiti a cui vanno aggiunti quelli pagati con bollettino o con altra modalità. Non è ancora chiaro, invece, al di là delle tante autorevoli proposte venute dall’Aula, come la politica intenda utilizzare tali proventi.. ci sarà tempo per capirlo!