Dalla cannabis light allo spaccio mascherato: arrestato 32enne lametino

Solo un chilogrammo di cannabis, su undici, era a norma di legge

Sembrerebbe una lista di nomi, un po’ stravaganti, un elenco composto da: Teresa, Martina, Dinamed, Caterina, Mariangela, Triborllasi, Augusta, Luciana, Brigitte  e decine di altri nomi. Un appello di varianti della cannabis light. Solo Teresa però è risultata avere una percentuale di principio attivo entro i limiti di legge. Fingeva di vendere la cannabis light ma i carabinieri lo scoprono e lo arrestano.

 

Controlli sulla vendita. Nei  giorni scorsi, i carabinieri della compagnia  di Lamezia Terme, guidati dal capitano Pietro Tribuzio, nell’ambito delle attività volte alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio di stupefacenti, hanno messo in atto dei  servizi di controllo anche nei confronti del fenomeno della vendita della cosiddetta cannabis light.

Negozio in regola. Tra i i soggetti sottoposti a controllo vi è stato  anche M.P.A., 32 anni, lametino, titolare di un punto vendita ubicato a Gioia Tauro come i tanti, spuntati come funghi sul territorio nazionale, attivi nel settore della commercializzazione dei derivati della canapa e della cannabis light, ossia di quella i cui livelli di THC non superino lo 0.6% così come previsto dall’attuale normativa vigente nel settore, la legge 242/2016.

Casa fabbrica dello stupefacente. I militari non hanno controllato soltanto l’  esercizio commerciale, con tanto di insegna e pubblicizzato sul web ma anche l’abitazione dell’uomo che ha rivelato una vera e propria sorpresa infatti l’abitazione si è rivelata essere una  “succursale” della vendita di stupefacente. All’interno di un garage monitorato da sistema di videosorveglianza, infatti, sono stati rinvenuti sacchi e barattoli in vetro, di varie dimensioni, contenenti infiorescenze di canapa per un peso complessivo di circa 11 chilogrammi, suddivise per tipologia e denominazione. Oltre allo stupefacente, è stato ritrovato anche del  materiale per il confezionamento ed il consumo della sostanza. L’uomo avrebbe dato delle giustificazioni confuse riguardo  alla presenza di quel materiale nella propria abitazione, ancor di più dopo il ritrovamento di ben 52.000 euro in contanti.

Auto deposito. La perquisizione è proseguita allargandosi anche alla vettura dell’uomo, nella quale sono stati  rinvenuti 25 campioni di inflorescenze asseritamente con percentuale di principio attivo sotto i limiti di legge consentiti. Le ultime fasi del controllo, quindi, si sono svolte a Gioia Tauro, presso l’attività commerciale del lametino, come già detto attiva nella vendita di derivati della canapa industriale. Lì sono state sequestrate 322 bustine di cannabis light per un peso complessivo di 800 grammi circa.

Analisi schiaccianti.  I militari hanno provveduto a far sottoporre  ad analisi di laboratorio la cannabis i cui risultati sono stati inequivocabili. Solo due campioni sono risultati  rispettare la soglia limite di principio attivo fissata per legge allo 0.6%. tutti gli altri campioni analizzati si attestavano su percentuali ben più alte, oscillanti fra il 3.8% ed il 20.3%. in estrema sintesi, meno di un chilogrammo degli undici sequestrati era a norma di legge. Ulteriori accertamenti effettuati dai militari, inoltre, hanno permesso di appurare come per gli anni 2016 e 2017 il soggetto non avesse prodotto alcuna dichiarazione reddituale sebbene la sua ditta fosse attiva dall’aprile 2016.

Arrestato. Nei suoi confronti è stata quindi emessa dal Tribunale di Lamezia Terme un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, eseguita nella mattinata odierna dai Carabinieri di Lamezia Terme. (f.t)