Salvati due cani abbandonati nel Vibonese, il racconto delle volontarie

Critiche ad un veterinario e al vigile che hanno vietato l’ingresso nel locale dove gli animali avevano trovato riparo

Dopo circa un anno di tentativi falliti con gabbia trappola finalmente, l’altra sera, i volontari dell’associazione Enpa – sezione Pizzo – sono riusciti a catturare  due cani abbandonati con l’intento di salvargli la vita.

Il canile. “L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia – si legge in una nota – era a conoscenza della situazione da altrettanto tempo e, fino a pochi giorni fa, si è dimostrata contraria a far ingressare questi cani nel canile comunale di Vibo Valentia, dove sono autorizzati 3 box per le emergenze sanitarie (come questa per l’appunto) per, probabilmente, beghe interne o rimbalzi di responsabilità tra area A e area C. L’area A infatti, che si occupa del randagismo, affermava verbalmente ai volontari di non poter ingressare ulteriori cani nel canile municipale a causa di una comunicazione dell’area C, che invece riguarda il benessere animale; tale comunicazione, risalente e diversi mesi fa, proponeva al sindaco la chiusura del canile per questioni igieniche e strutturali. Ad oggi però, la gestione del canile è cambiata (e con buoni risultati) e il Comune sta provvedendo alla ristrutturazione e messa in sicurezza del canile, ragioni per cui dovrebbero essere riviste le posizioni dell’Asp, considerando anche che nell’ultima ispezione dell’area C, risalente all’11.01.2019, viene rilasciato un verbale in cui si intima la gestione a mantenere 3 box liberi per le emergenze sanitarie”.

Detto questo, necessaria premessa, ancora una volta viene raccontata una storia di volontari, di cittadini, di animali, di inadempienze.

Critica ai vigili urbani. Il comunicato dell’Empa continua così: “Ci sono volute 10 lunghissime ore (dalle 18 alle 4.30 del mattino) per catturare queste povere anime: uno di loro era li da subito, ad un passo da noi , sembrava arreso al suo destino accovacciato accanto al suo amico morto, in attesa del veterinario reperibile e dei vigili urbani siamo entrate più volte per tenerlo sotto controllo, senza spaventarlo; al loro arrivo ci hanno intimato di restare fuori poiché il locale è sottoposto a sequestro e ha un’ordinanza di inagibilità (che verificheremo). Entrano e.. se lo fanno scappare, si fanno scappare un cadavere ambulante, talmente malmesso che dopo qualche ora abbiamo preso in circa 1 minuto. Non stiamo qui ad elencare tutto ciò che ci siamo sentite dire (come ogni volta che li scomodiamo); e così sono andati via dicendo di non aver visto bene il cane perché buio, perché è andato via, che non possono accertare evidenti malattie. Ma siccome tenacia, caparbietà, determinazione e umanità fanno parte di noi, non ci saremmo certo fatte fermare da due minacce di esposti, denunce e compagnia discorrendo; così siamo rimaste lí, ferme per ore, dovevamo cambiare strategia, avremmo dovuto catturarlo noi e portarlo fuori, cosicché il veterinario non avrebbe più potuto lasciarselo scappare.  Freddo?  Tantissimo mai quanto loro, non potevamo tornare a casa con questo peso. Ed eccoli qui, i cani che nessuno era mai riuscito a prendere, i cani che tutti vedevano, ma di cui a pochi importava, i cani chiamati cadaveri ambulanti”.

I ringraziamenti. Da qui i ringraziamenti: “Oggi vogliamo ringraziare la parte bella di questa notte bruttissima, l’accalappiacani Angelo Monteleone sempre tanto paziente e disponibile, il secondo veterinario reperibile il dottor Cavallaro subito intervenuto e che non ha battuto ciglio sull’evidente stato dei cani in questione, i nostri compagni e mariti rimasti accanto a noi tutta la notte, chi ha segnalato, e tutti coloro che hanno creduto e credono in noi. Al primo veterinario e al vigile che ci ha vietato l’ingresso, nonostante la presenza anche di un consigliere comunale, diciamo, invece, solo di controllarsi la coscienza; avremmo potuto prenderli prima se ci avessero fatte entrare sotto nostra responsabilità, se non avessero vietato l’ingresso (ingiustamente) alla nostra volontaria consigliere comunale (Samantha Mercadante). Noi non ce li saremmo fatti scappare. E non avremmo dovuto passare tutta la notte a cercare di aiutarli. Ora piccoli superstiti tocca a voi, continuate a combattere, non mollate proprio adesso. Fatelo per voi, per il vostro amico morto, per quanto avete sofferto, per il freddo patito, e infine anche per noi, che combattiamo per voi”.