Cesare Battisti e l’omicidio di Andrea Campagna, l’agente calabrese a cui è stata intitolata la scuola di polizia di Vibo

Bisogna risalire indietro di quasi 40 anni per legare la figura di Cesare Battisti alla Calabria. Il brigatista infatti venne condannato, tra le altre cose, anche per l’omicidio dell’agente di polizia Andrea Campagna, originario di San Pietro Apostolo sullo Ionio, ammazzato a Milano il 19 aprile 1979 mentre saliva sulla sua autovettura da un gruppo criminale del quale faceva parte anche il terrorista catturato in queste ore in Bolivia.

A Campagna, finito con cinque colpi di rivoltella, è stato intitolata la scuola Allievi Agenti di polizia di Vibo Valentia e una strada nel comune di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, suo paese natale. Una lapide fu posta dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia a Milano sul luogo dell’attentato, insieme a una targa in un monumento nella vicina Piazza Miani. Il 24 settembre 2004 gli è stata conferita medaglia d’oro al merito civile alla memoria con la motivazione: “Mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura dopo aver espletato il turno di servizio, veniva mortalmente raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco esplosigli contro in un agguato, rivendicato poi da un gruppo terroristico. Mirabile esempio di elette virtù civiche ed alto senso del dovere. 19 aprile 1979 – Milano”. Il 13 maggio 2010 la Prefettura di Catanzaro conferì a Campagna la Medaglia d’oro vittime del terrorismo.




Le indagini. Gli investigatori collegarono l’omicidio di Campagna a quello di Pierluigi Torregiani in quanto ritennero verosimile che i PAC avessero associato l’agente ucciso al caso, essendo questi stato ripreso dalle telecamere della televisione sulla scena dell’arresto di alcuni presunti responsabili del delitto Torregiani. In un’operazione del giugno successivo la polizia procedette all’arresto di circa quaranta persone sospette in varie parti d’Italia. Durante un’udienza del processo Torregiani nel 1981, alcuni pentiti dichiararono di ritenere che un elemento del gruppo di fuoco che uccise Torregiani era comune a entrambi gli omicidi. Le affermazioni trovarono successivo riscontro nelle dichiarazioni di altri due pentiti, Pietro Mutti e Sante Fatone, che nel processo sulle attività terroristiche dei PAC a Milano confermarono le responsabilità di diversi imputati.

Il verdetto. La sentenza giunse nel 1985 e fu di ergastolo per Claudio Lavazza, Paola Filippi, Luigi Bergamin, Gabriele Grimaldi e Cesare Battisti (quest’ultimo condannato in contumacia, in quanto benché arrestato nel corso della citata retata del giugno 1979 nell’appartamento dove fu rinvenuta la .357 Magnum e condannato a 13 anni per il concorso nell’omicidio Torregiani, partecipazione a banda armata e detenzione illegale di armi da fuoco fu liberato dalla detenzione nel carcere di Frosinone nell’ottobre 1981 da un gruppo armato, di cui faceva parte una donna, rivelatasi poi essere la fidanzata dello stesso Battisti, che aveva fatto irruzione nella struttura di sicurezza”.