Crisi al Comune di Vibo, la Lega punta su un Consiglio comunale aperto

Il componente del coordinamento cittadino Cesella Gelanzè sollecita la partecipazione popolare all’assemblea

“Un dibattito finto tiene banco ancora tra i partiti e i loro rappresentanti sulla situazione politica della nostra città circa la sua amministrazione. Sindaco si, sindaco no. La margherita perde i suoi petali senza che una soluzione compaia all’orizzonte. A meno che si possa definire una soluzione il traccheggiare mandando per le lunghe, in modo da non prendere o meglio, ritardare la decisione fino a quando il commissariamento sia, allo scadere dei termini, irrinunciabile per legge. Inqualificabile politica. Indecente politica. E la città affonda”. Così Cesella Gelanzè, componente del cooordinamento cittadino della Lega di Salvini a Vibo Valentia.

“Democrazia partecipata” – prosegue – è una locuzione molto in uso nel linguaggio politico e giornalistico negli ultimi tempi, poco in verità nella nostra realtà. Se poi si parla di “Democrazia partecipata dei cittadini”, la faccenda si complica ulteriormente, almeno qui da noi. La possibilità che tutti coloro che siano interessati da decisioni pubbliche vengano consultati e si possano esprimere in merito, non fa parte del nostro costume. A pensarlo potrebbe essere qualsiasi cittadino che volesse esprimersi sulla vita amministrativa di questa città e già lo fanno in tanti nei social network. Un aiuto, però, viene offerto alla cittadinanza ed è compreso nell’art.5 del Titolo II dello Statuto Comunale della Citta’ di Vibo Valentia che promuove la partecipazione popolare”.

“Dunque, la richiesta di una assemblea pubblica in cui eletti e cittadini si possano confrontare, con gli amministratori che parteciperebbero come a un consueto Consiglio Comunale e i cittadini che potrebbero intervenire con domande e proposte potrebbe trovare attuazione. Stiamo parlando di un Consiglio Comunale aperto ai cittadini. La Lega cerca il contatto diretto con la gente, quella che lavora e quella che il lavoro lo cerca, quella che ancora studia e spera nel futuro e quella che vive l’età in cui la pensione dovrebbe consentire una vita soddisfacente. La Lega non vive al chiuso delle stanze in cui argomento di discussione è la spartizione di poltrone, incarichi e candidature. La lega ascolta, vede e usando “buon senso” procede: a formulare quelle proposte da cui trarre le soluzioni ai problemi più urgenti e ad usare il merito e la professionalità come metro di giudizio per gli incarichi di responsabilità. Questo avviene là dove già la Lega governa da tempo. Dunque, consequenziale che la proposta di un Consiglio Comunale aperto, in cui amministratori e consiglieri dialoghino con gli elettori, diventi la proposta del Coordinamento Comunale di Vibo Valentia. Per offrire la prova tangibile, dunque, che i cittadini desiderino realmente incontrare i loro amministratori per dialogare, porre quesiti e proposte sulla propria città, la Lega di Vibo organizzerà una raccolta firme finalizzata alla convocazione di un consiglio comunale aperto e partecipato. Si chiama Democrazia Partecipata e forse riuscirà ad indicare la strada da percorrere a chi attualmente, si trovi dentro o fuori il governo, non vuole seguire quella naturale del ritorno alle urne….”