Assalto ad auto con quattro docenti scambiati per tifosi, 25 ultras del Catania verso il processo

Chiusa l’inchiesta sull’aggressione avvenuta davanti alla stazione ferroviaria di Lamezia Terme lo scorso 29 aprile. Contestati una sfilza di reati e tra questi anche il tentato omicidio di un agente della polfer

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiuso le indagini sui 25 ultras catanzaresi ritenuti responsabili dell’aggressione avvenuta davanti alla stazione ferroviaria di Sant’Eufemia di Lamezia Terme lo scorso 29 aprile. A vario titolo dovranno rispondere di rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni, violenza privata, utilizzo di oggetti per offendere in occasione di manifestazioni sportive, resistenza a pubblico ufficiale. Una sfilza di reati ai quali si aggiunge anche il tentato omicidio perché nella fuga uno dei furgoni con a bordo i tifosi catanesi avrebbe tentato di travolgere un agente del Polfer, la polizia ferroviaria.




L’aggressione. Secondo le ricostruzioni, domenica 29 aprile il gruppo di ultras del Catania era in viaggio per Matera dove nel pomeriggio sarebbe stata impegnata la loro squadra. Il gruppo era formato da due furgoni e un fuori strada. Già prima di traghettare e poi lungo l’autostrada A2, gli ultras catanesi si sarebbero resi protagonisti di aggressione ai danni di persone che loro ritenevano tifosi di squadre avversarie. In particolare l’obiettivo erano i sostenitori del Siracusa. Il culmine della follia lungo l’autostrada A2: uno di questi pseudo-tifosi ha infatti scambiato una Fiat Multipla con a bordo quattro docenti dell’Università della Calabria con un’auto di tifosi siracusani. Da qui è partito l’inseguimento culminato con l’aggressione davanti alla stazione ferroviaria di Sant’Eufemia dove l’auto dei docenti è stata circondata dai teppisti e presa a sprangate. Gli stessi insegnanti, tra cui un disabile, sono stati picchiati selvaggiamente fino all’intervento di un poliziotto che sparando in area è riuscito a mettere in fuga gli esagitati ultras.

Verso il processo. Grazie alle immagini di videosorvelgianza, la polizia è riuscita successivamente ad identificare il branco e pochi giorni dopo in venticinque sono stati fermati. Ora nei loro confronti è stato notificato l’avviso di conclusione indagini e avranno venti giorni di tempo per difendersi dalle accuse ed evitare il processo.