Ristorante a Parigi ‘by Lucia Riina’. Si chiama ‘Corleone’, l’ira del sindaco

La “vita nuova” di Lucia, ultimogenita del boss mafioso, nella capitale francese. Maria Falcone: “E’ una libera cittadina ma la gente non si faccia abbindolare”

Corleone, by Lucia Riina. Si chiama così il ristorante che a Parigi porta la firma della figlia minore del boss Salvatore (detto Totò). Qualche mese fa Lucia, pittrice di 39 anni, insieme al marito Vincenzo Bellomo e alla figlia di due anni, ha deciso di passare a “vita nuova”, come si spiega in un post su Facebook dello scorso autunno, nella capitale francese. Al trasferimento coincide l’apertura del locale, che promette “autentica cucina siciliana-italiana da scoprire in un ambiente elegante e accogliente”. Il bistrot si trova in Rue Daru, non lontano dall’Arc de Triomphe. Sull’insegna, sopra la facciata in legno e vetro, campeggia la firma autografa di Lucia. C’è anche lo stemma del paese di Corleone, un leone rampante che stringe un cuore. Dentro un ambiente chic con luci soffuse tavolini in marmo bianco, sedie e divanetti in legno e imbottitura verde scuro che richiama il colore della tenda esterna.




L’iniziativa imprenditoriale della figlia del padrino ha echi negativi in Sicilia. “E’ inaccettabile che chi ha massacrato Corleone, contribuendo a marchiarla in maniera infame, oggi possa usare il nome del Paese per trarne vantaggio economico“, tuona il neo sindaco Nicolò Nicolosi – . Negli anni abbiamo assistito spesso all’abuso del ‘marchio’ Corleone, servito per promuovere beni di ogni tipo. Se questo uso viene fatto da aziende in regola, da persone perbene per far conoscere nel mondo le eccellenze del territorio, non possiamo che esserne felici. Non è ammissibile, invece, che a usare il nome del paese sia chi ha maltrattato Corleone, siano persone legate al boss Totò Riina”.

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