Lo ha annunciato e lo sta facendo. Mario Oliverio ha iniziato lo sciopero della fame. Da ieri il presidente della Regione Calabria non mangia e si limita a bere. Il governatore, indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'operazione "Lande Desolate" della Guardia di Finanza, si trova all'obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, il centro della Sila di cui è anche stato sindaco.

Accuse "infamanti". Secondo le accuse mossegli, Oliverio avrebbe esercitato pressioni sugli uffici della Regione affinché fossero erogati fondi a beneficio di una ditta assegnataria di due appalti: quello per la costruzione dell'aviosuperficie di Scalea, nel Cosentino, e quello per gli impianti di risalita di Lorica, nota località sciistica della Sila. Beneficiario di tali favori sarebbe stato Giorgio Ottavio Barbieri, imprenditore 42enne che secondo la Dda di Catanzaro sarebbe legato al clan della 'ndrangheta della famiglia Muto di Cetraro. Con un comunicato prima e con altre dichiarazioni poi, Oliverio aveva respinto ogni addebito, annunciando lo sciopero della fame in segno di protesta civile contro il provvedimento emesso a suo carico dal Gip distrettuale di Catanzaro. Il presidente, che non ha restrizioni per quanto riguarda la possibilità di comunicare con l'esterno e può muoversi liberamente nel comune di residenza, ha trascorso la notte nella sua abitazione, ricevendo messaggi di solidarietà per telefono, via WhatsApp e telefonicamente.

Strategia difensiva. In queste ore, con i suoi avvocati, Oliverio sta definendo la strategia difensiva. La procura antimafia catanzarese aveva chiesto l'arresto del governatore, ma il gip ha concesso solo l'obbligo di dimora, provvedimento comunque ritenuto sproporzionato dal presidente e dai suoi legali rispetto ai fatti addebitati. "Abbiamo depositato già nella giornata di ieri al Tribunale della Libertà il ricorso contro il provvedimento che riguarda il presidente e stiamo aspettando l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip che ha emesso la misura. In quella occasione il presidente spiegherà le ragioni della delibera contestatagli". Lo ha detto all'Agi l'avvocato Enzo Belvedere, difensore del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. "Dobbiamo aspettare - ha detto ancora Belvedere - i tempi delle procedure, speriamo di avere l'udienza al massimo entro 7-10 giorni".