Bufera sulla Regione, Oliverio nei guai e Salvini twitta: "Altri problemini per un governatore del Pd"
E' un'autentica bufera giudiziaria quella che si è abbattuta sulla Regione Calabria. Un'inchiesta denominata in codice "Lande desolate" dalle ripercussioni ancora imprevedibili sul fronte politico. Tra le prime reazioni alla notizia dell'obbligo di dimora disposto nei confronti di Oliverio si registra quella di Matteo Salvini che dalle sue pagine social commenta: "Altri problemini per un governatore del Pd... Amici Calabresi, tornerò presto da voi, voglio lavorare per dare un futuro migliore alla vostra splendida terra!".
Morra: “Governatore si dimetta subito” Le dimissioni "in tempi celeri" del governatore della Calabria Mario Oliverio, sono state chieste oggi dal presidente della commissione antimafia Antimafia Nicola Morra. "Non possiamo permetterci che la classe politica calabrese sia al centro di ipotesi accusatorie così gravi", ha scandito Morra su Facebook. "Il presidente della Calabria dimostri senso dello Stato".
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Forza Italia: "Accuse gravi". Sulla vicenda intervengono con un apposito comunicato stampa i parlamentari e i consiglieri regionali di Forza Italia: "Esistono gravi e fondati motivi politici ed amministrativi per contestare la gestione regionale di Mario Oliverio. Abbiamo sempre sostenuto - scrivono in un nota congiunta - la necessità di un ritorno alle urne in Calabria vista l'inconcludente azione di Oliverio e la palese incapacità di gestire da parte sua e della giunta, da lui scelta, le ataviche criticità della nostra regione. Gli eventi accaduti oggi che lo riguardano, riportati dai maggiori organi nazionali di informazione, gettano ulteriori ombre sull'operato amministrativo e sulla condotta politica e morale del Presidente, screditando, purtroppo, l'immagine e la reputazione della massima istituzione del nostro regionalismo. Siamo e rimaniamo garantisti, essendo consapevoli che al momento si tratta, per quanto gravi, soltanto di ipotesi di reato. Se fossero confermate, però, le gravi accuse degli organi inquirenti, secondo le quali si sarebbe abusato del potere di governatore per erogare indebitamente finanziamenti a favore di imprenditori, allo scopo di danneggiare politicamente, vigliaccamente ed immoralmente, l'amministrazione comunale di Cosenza ed i suoi incolpevoli cittadini, ne risulterebbe un quadro tristemente desolante e rivelerebbe una immensa miseria umana, prima che politica e ancora giudiziaria. Calabresi ancora una volta, rischiano di essere vittime della malafede politica." A firmare la dichiarazione congiunta i parlamentari calabresi di Forza Italia Jole Santelli, Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro, Maria Tripodi, deputati; i senatori di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, Marco Siclari, ed i consiglieri regionali Claudio Parente, Gianluca Gallo, Domenico Tallini, Vincenzo Pasqua, Giuseppe Pedà, Giovanni Arruzzolo, Sinibaldo Esposito.
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