Trasferito dal carcere di Vibo a quello di Reggio, aggredisce agenti polizia penitenziaria

L’aggressione è avvenuta al Pronto soccorso dove il detenuto era stato accompagnato dopo aver ingerito un corpo estraneo. Il Sappe: “C’è bisogno del taser”

Due agenti di polizia penitenziaria e una guardia giurata sono stati aggrediti da un detenuto che avevano accompagnato in ospedale. A rendere noto il fatto sono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato Sappe, e Damiano Bellucci, segretario nazionale. L’episodio è avvenuto al Pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove il detenuto era stato accompagnato per accertamenti. L’uomo era appena giunto nella casa circondariale San Pietro della città dello Stretto, proveniente dall’istituto di Vibo Valentia, ed aveva dichiarato di aver ingerito un corpo estraneo.




L’aggressione. Il detenuto, un italiano inviato a Reggio Calabria per un periodo di osservazione psichiatrica, ha aggredito i due agenti della polizia penitenziaria di scorta e la guardia giurata che hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari. Il personale di polizia penitenziaria, con l’aiuto di altro personale inviato dall’istituto, nonché dei colleghi della Ppolizia di stato in servizio nello stesso ospedale, con molta fatica e’ riuscito a riportare l’ordine all’interno della struttura. “Questo dovrebbe far comprendere – scrive il Sappe – al ministro che probabilmente, in alcune circostanze, anche la polizia penitenziaria potrebbe avere bisogno del taser”.

Emergenza. All’istituto penitenziario San Pietro di Reggio Calabria, sottolinea il sindacato di polizia penitenziaria, il 30 novembre scorso erano ristretti 256 detenuti di cui 37 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 186 posti detentivi. Anche l’altro istituto reggino di Arghillà risulta affollato: a fronte di una capienza di 302 posti, i presenti erano 383.